Percorso d'Arte - Giozza-artistapittore

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Percorso d'Arte

Giozza



 Alessandro Giozza


" PAROLE AL VENTO "





    

FORMA E SPAZIO / SEGNO E COLORE

PERCORSO D'ARTE

NELL'ATTESA, NEL SILENZIO E NEL NON TEMPO,

VERSO UNA  REALTÀ METAFISICA




k© Alessandro Giozza
Tutti i diritti sono Riservati

1963 - 1974
I miei periodi pittorici hanno inizio con l’apprendimento della tecnica pittorica
sotto la guida del Maestro Tullio Giovenzani di Milano.


  Daniela.

1975 – 1978
Segue un periodo di ricerca sull’interpretazione e descrizione della mia terra

1976-77 - Per  essere pittori nel proprio tempo, non è nella novità tecnica che bisogna indirizzare la propria ricerca, ma nel continuo mutar del proprio sentimento.


 
Interno di chiesa a Coimo
.

1979 -1982
In questo periodo ha inizio l’allontanamento dal concetto di descrizione tradizionale del paesaggio.
È il periodo di ricerca dell’equilibrio tra forma-oggetto e spazio. Il periodo geometrico.


La Casa che ride - Villette
ottobre 1979  
Nel voler dipingere paesaggi con l’intento  di realizzare un’opera che descrive le caratteristiche dell’ambiente scelto la composizione deve seguire dei canoni dettati da un gusto comune e molto simili alla composizione scenica, con quinte, primi piani e sfondi.         
Tali soggetti, nati prendendo spunto da ciò che si vede, se non sono eseguiti con intenti di ricerca sia nella forma che nel contenuto, possono essere un mezzo più idoneo per  evidenziare il proprio virtuosismo e non per trasmettere all'osservatore un messaggio suggerito dalle emozioni dettate dal sentito dell'artista.

giugno 1980 - Pittura o arte.
Il dipinto non deve trasmettere solo sensazioni di riflesso che si provano ritornando con il ricordo, destato dall'opera ammirata, alle situazioni vissute od osservate nella realtà, ma deve, a prescindere dal fatto di ciò che descrive, destare delle sensazioni immediate e dirette dovute ai suoi contenuti spirituali e di pensiero.

L’impegno di un artista rivolto esclusivamente alla ricerca nel perfezionismo tecnico va  a discapito dell'entusiasmo iniziale provato di fronte al soggetto, rischiando cosi una produzione tecnicamente valida ma fredda e priva di sentimento.

1980
Il troppo tecnicismo distoglie dall'emozione.
Ritenendo che la conoscenza tecnica è solo un mezzo per ordinare e valorizzare il prodotto del primo impulso, è bene dipingere sempre di getto e con carica emotiva, senza tenere in considerazione regole e canoni.
L'arte e irrazionale, pertanto bisogna viverla senza troppi perché facendosi guidare dai propri sentimenti e dal proprio intuito.

gennaio 1981
Le sensazioni provate di fronte al reale sono astratte, pertanto in  pittura  con  più   si descrive un soggetto  con  più  ci  si  allontana dalla possibilità di trasmettere l'emozione provata  di fronte allo stesso.

1981 - Il bel dipingere.
L’armonia nella composizione, la prospettiva nel segno e nel colore, la trasparenza e la luminosità della materia utilizzata, il volume ed il peso dell'oggetto descritto, la luce ed il contrasto,  sono indispensabili per il bel dipingere, ma, a tutto ciò, per esprimersi in pittura con il segno ed il colore,  devi aggiungere  una buona dose di libertà e farsi portare dal cuore, se manca questo tutto è vano.  Il dipinto, più che bello deve essere vivo.



1982
La vita è l'estate in cui è data l'opportunità di prepararsi, senza attendere l'autunno,
al riposo  invernale, per poter entrare nell'eterna primavera del signore.

"La baita"  silenziosamente le pietre raccontano.

1982
Non è arte limitarsi alla descrizione di un'azione o di un oggetto.
Tutti noi potenzialmente siamo artisti, l'importante è scoprire il mezzo a noi più idoneo con cui potersi esprimere. Con più si e liberi da condizionamenti temporali, maggiormente si e prossimi all'essere artisti.

1983 -1990
Prosegue, in questi anni, lo studio sulla forma-oggetto, la sua collocazione in
armonia con lo spazio e la sua smaterializzazione.




Studio di colore


febbraio 1983
Mentre mi accingo ad iniziare un dipinto, di fronte ad un soggetto mi domando se è più importante l'esecuzione tecnica o il contenuto del soggetto, dipingere per descrivere o raccontare?

giugno 1983
Nell'arte non c'e spazio per il virtuosismo.

In un dipinto figurativo descrittivo, con meno si descrivono i particolari, con più ci si avvicina ad un’interpretazione  fredda del  soggetto.   A ciò si può supplire con una maggior ricerca cromatica.

03-06-83
L'Alpe Veglia t’invita a camminare in punta di piedi come in un'immensa cattedrale eretta a lode e gloria di nostro Signore.
28-09-83
L’Arte è la gioia di creare in un continuo tormento.
La vita è una parentesi nel tempo per prepararci a un incontro con la Verità nell'Eterno.


La Carità

1984
Nell’osservare  una composizione di oggetti, predisposta per uno studio di natura morta, constato  che sia la composizione che gli oggetti  occupano  uno spazio ben definito dalla propria forma e volume, non è comunque uno spazio fisso  ma  mobile,  la  sua mobilita e dovuta all'incidenza della luce e al punto di vista di chi  osserva.   
Vi sono momenti d’illuminazione  felice, combinata  con casuali  o  volute armonie di colore, in cui l'oggetto  forma  un tutt'uno con lo spazio in cui e inserito tanto da perdere peso  e consistenza  materiale.

A contatto con la natura, con i suoi tramonti, gli alberi, i fiori, gli effetti di luce e lo spazio infinito, non è facile resistere  al  desiderio  di descriverne la bellezza;  ma  con  i mezzi a  nostra disposizione bisogna prendere atto dell'impossibilità  di misurarsi con il Creatore e solo in  parte si può   trasmettere  le  sensazioni   che   si    provano esclusivamente  a  contatto con ciò che  giornalmente  ci è donato.

L'incontro con una bella persona, un effetto  atmosferico,  un angolo  di  paese,  sono momenti che destano dei ricordi  o  ti  danno serenità per la loro armonia.
Come si può fermare tali emozioni e trasmettere tutto ciò sulla tela?

dicembre 1984       
Poesia. Racconto, contrasto.                         
Il contrasto, è catalizzatore d'interesse perché rispecchia l'animo umano?
In un dipinto ha maggior importanza Il contenuto del soggetto o il contrasto?
La forma o la luce?
Con colori e pennelli è possibile descrivere la luce senza l'ausilio della forma?
Le definizioni di poesia, racconto, contrasto, provocano continui interrogativi, come d'altronde tutto il mondo del dipingere.
La poesia ed il racconto in un dipinto destano emozioni o il soggetto poetico è usato per potersi esprimersi nel virtuosismo?
Si possono provocare emozioni senza un soggetto raccontato o senza poesia?
Il concettuale porta all'annullamento delle emozioni?

1985
La scelta del soggetto è irrazionale dettata da inconsce motivazioni.   
E’ bene farsi trasportare dal sentimento ed evitare scelte forzate dall'intento d'essere originali.


ValleVigezzo

18-04-85  Sagrogno
Tra monti e cielo l'anticamera del paradiso.
Tutte le nostre opere sono relative e vane; la maggior concretezza e nell'amore verso il prossimo e la preparazione alla morte.
02-05-87
Nasce in me il desiderio di colorare il grigio della nostra forte terra.

1987
Alpe Veglia, anfiteatro di spazi avvolgenti.
Intersecarsi di forme triangolari.
Su tutto predomina il monte Leone che, senza spingere verso l'alto il tuo spirito, in armonia con tutto l'anello naturale forma questo indescrivibile, straordinario, grandioso capolavoro architettonico.
Non n’è facile l'interpretazione pittorica.

1987 - Perché dipingere?
E’  una domanda che costantemente si ripresenta. La risposta ad una domanda tanto semplice si fa complessa e propone  nuovi interrogativi.
Dipingere per dare un significato alla propria vita? per descrivere ed evidenziare emozioni e sentimenti? Lo scopo e la ricerca? Che tipo di ricerca? Cosa ricercare? Non ha la vita gli stessi interrogativi?

1987
In un dipinto lo spazio riservato alla luce deve occupare almeno i due terzi della superficie dipinta, per concedere un maggior spazio alla speranza.  Le ombre riportate dalle forme-oggetto descritte non devono ostacolare lo sguardo dell'osservatore, impedendogli di evadere con la fantasia verso la luce di un mondo oltre il soggetto descritto.

1988
È bene tener sempre presente che la pittura è colore. In un dipinto si può ricercare la sintesi della forma dell'oggetto, valorizzando sempre più il colore.

settembre 1988
Nel paesaggio a cui fa riferimento il pittore che dipinge en plein air, è presente il cielo, l’acqua, la terra, la flora, l’insediamento umano. Il cielo, rappresenta lo spazio, infinito, etereo. L'acqua, è trasparenza, linfa della vita. La terra, è concretezza. La flora, è complemento di armonica bellezza. L'insediamento umano come armonia di forme, è complemento caloroso se inserito con rispetto, è interferenza se presenza prepotente.

26-settembre-88  ore  08
"Porta aperta sull'Alpe Veglia"
Cielo terso, mormorio di torrenti, sporadici cinguettii. Il sole gradatamente illumina il vasto piano.
Silenzio visivo... attesa di fronte all'immenso.
Fine estate; la natura si prepara ad addormentarsi avvolta dallo spazio infinito del cielo.
Terra, cielo, acqua in staticità evanescente; antichi insediamenti rurali, timorosi di disturbare questa elevazione.

ottobre  1988
"Assisi"
Silenzio e meditazione o  confusione?.
Disturbati da moltitudini di visitatori è difficile ad Assisi poter entrare in uno spazio di meditazione.
I pochi resti, che hanno visto la presenza del santo, sono sommersi da continue modifiche architettoniche avvenute nei tempi. Moltitudine di ordini religiosi.  Innumerevoli divise. Brulicare di persone alla ricerca di ciò che qui non è.
Un continuo rincorrere di ciò che non si riesce a scoprire all'interno di noi stessi. Francesco non è nei luoghi ma nelle persone e queste si possono incontrare sulla porta della propria abitazione, se si vuol vedere.


Assisi

novembre 1988
L'arte è rendere concreto un mondo sognato. Viviamo un periodo storico in cui ci stanno rubando i sogni e sempre meno sappiamo sognare.

marzo 1989
In pittura non si può rincorrere il colore reale trascurando la realtà della forma.
Col tempo il pittore si avvicina alla sintesi e alla libera interpretazione della forma e del colore.
Sintesi e idealizzazione della forma. Sintesi e idealizzazione del colore.
Se i due pensieri non si realizzano simultaneamente si otterrà un'opera incoerente.


La polenta

settembre  1989
"Alpe Veglia"
Natura forte, poco spazio concede all'uomo. Ti senti un intruso.
Un sentimento di odio e amore ti prendono e, tanta forza devi avere per rimanere a lungo tempo immerso in questa natura.
In un continuo mutare, ombre e luci si rincorrono. Silenzi visivi e, sussurri di vita portati dal vento riempiono lo spazio.
La natura è sovrana e le case sembrano farsi piccole per passare inosservate, timorose di farsi cancellare dal tempo.

Varigotti (Liguria) settembre  1989
" Mare "
Fantasie senza ostacoli. Momenti d'attesa e desideri di evasione.
Curiosità e timore per una presenza sommersa.

Mare a Levanto

1990 – 1998
Questi gli anni in cui sono impegnato nella ricerca della sintesi del visto.
Oggetto-spazio  /  Spazio-oggetto

=o=o=o=

Due giorni all'alpe Motti - 09/10-giugno-90
"Considerazioni"
Esperienza di vita bucolica che rasenta l'assurdo.
Si è spenta in me l'immagine poetica che avevo della vita condotta dai pastori a contatto con gli animali e la natura.
La vita a contatto della natura eleva lo spirito.
La vita a contatto con l'animale attutisce il concetto di conquista umana, sia nello spirito sia negli interessi temporali, sostituendo il desiderio di conquista con l'istinto animalesco di sopravvivenza, chiudendosi al mondo per un complesso d'inferiorità con un forte desiderio di prevaricazione in confronto dei diversi.
Rischio molto forte d'identificazione con l'animale.

10-06-90  ore  10,30
Cappella di S.Pantaleone.
Finalmente solo di fronte al Creato. Terrazzo da cui si gode l'orizzonte degli Angeli.

24-giugno-90
"Alpe Veglia - Lago Bianco"
Monumenti in verticale. Ombre in lento movimento visivo accompagnate dalla luce.
Anticamera del cielo. Regno del silenzio.
Dimenticare il mondo. Soli con se stessi.


agosto  1990
Anche nel dipingere "En plein air", ogni  oggetto  o forma, senza perdere il loro contenuto essenziale,  possono  essere descritti nella massima sintesi.
.
Tutti gli oggetti e le forme sono spazio. La luce delimita gli spazi e determina le forme. L'oggetto si fa spazio e lo spazio si fa oggetto. Lo spazio e formato da luce e da non luce. Tutto e spazio nello spazio.

Spazio, forme, equilibrio, luce, contrasto, silenzio visivo, ...attesa,   colore, armonia, racconto,
non tempo.        
Lo spazio non ha tempo. La luce non ha tempo. Il silenzio non ha tempo. Il colore non ha tempo.
Il racconto non ha tempo. Il tempo e misura dell'uomo, scandito dalla luce.  Il tempo non è.


Lourdes - 04-10-90
"Oltre il cancello"
Spazio senza tempo.  
Mare di persone in movimento, alla ricerca della libertà nella fede, di serenità e forza per superare le difficoltà presenti e future.  
Figli alla presenza della propria Madre cui nulla si può celare, nonostante cocciute resistenze, per paura di aprirsi a Cristo.  
Qualsiasi distanza che intercorre dalla tua terra è annullata.   Qui è la tua casa.
Non esistono più segni temporali, uomini e donne, belli e brutti, sani e ammalati;
esiste lo Spirito.



gennaio 1991
Tenterò di spiegare come descrivere o interpretare uno spazio architettonico.
Se descriviamo la realtà vista senza escluderne il contrasto della vita attuale con l'ambiente originale, il risultato della nostra opera è una visione della realtà.
Se modifichiamo la nostra visione verso il bello, otterremo una visione poetica.
Una visione armonica si ottiene curando l'armonia delle forme, correggendo, senza modificare, la struttura reale dell'ambiente.
Se valorizziamo gli spazi di luce suggeriti dalla realtà, eliminando ogni elemento ritenuto di disturbo nella struttura, ci si avvicina ad una “visione-visione” ad un’emozione astratta
Un’emozione reale o un’emozione metafisica, si ottiene con l’idealizzazione della forma e del colore, è la conquista di riuscire a rendere visibile uno spazio sognato.

maggio 1991
L'arte mette in gioco le emozioni e i sentimenti.
Dalle cose più semplici si può cogliere uno spunto utile a scoprire noi stessi.
E’ in un dipinto di piccole dimensioni che si assaporano maggiormente le proprie intime emozioni.

Sognare prendendo spunto da un oggetto-soggetto.
L’oggetto e lo spazio, , si devono visivamente alternare tanto da diventare un unico spazio.  
Armonizzare la sintesi del visto fatta spazio.
Trovare e non cercare.


Monterosso al Mare

27-04-91
Vedere il silenzio.
Nel silenzio, disperdi le paure dentro di te, scopri il Signore.

Dinanzi alle cose belle non servono commenti, si sta in silenzio e basta!.

Venezia silente, e...vociare di turisti.
maggio 1991
Seduto accanto ad un pozzo.
Continuo andirivieni di persone con passo concitato, pochi osservano, premura
d'andare... dove?, o è per nascondere la propria superficialità ?.
Cacciatori d'immagini destinate  ad un cassetto; gruppi di turisti che ammazzano il tempo, che guardano senza vedere.
E' tempo che la massa si risvegli e diventi individuo.

Alpe Veglia 22 giugno 1991
Maestosi larici silenti, senza tempo.
Architetture spontanee che suscitano lontane sensazioni di vita trascorsa,
testimoni d'infinite ore di lavoro e attesa,...lunga attesa.
Eterno scorrer d'acqua, cinguettio d'uccelli, fruscio di vento.
Piccolo e l'uomo di fronte al Creato, grande nel cuore di Dio.
E' bene dar spazio alla propria sensibilità per sentirsi nella giusta dimensione
lodando il Signore.

gennaio 1992
Osservando la campagna abbandonata, i nostri piccoli paesi con le loro architetture spontanee ormai fatiscenti, corro col pensiero alle fatiche dei nostri padri, ad un mondo che, seppur faticoso, è stato a misura d'uomo; ad un nostro modo di essere a contatto con la natura che, poco alla volta, si va modificando.
Mi assale l'angoscia.   
La nostra architettura spontanea, quella che ha sempre ispirato poeti e pittori e mi manda col pensiero ad un modo di vivere dai  ritmi più umani,  a poco a poco sta scomparendo.
E' per non morire con essa che un artista, per sentirsi uomo del proprio tempo, deve trovare dimensioni diverse, entrare in un mondo sognato suggerito dall'ambiente in cui vive e di cui e parte naturale, con l’intento di far sognare attraverso le proprie opere.
Questo è il motivo principale che mi ha indotto a modificare il mio dipingere.



Craveggia

ore  06
"Dal treno"
Coimo. paese abbarbicato alla montagna in attesa del risveglio.
Montagne silenti, profumo della nostra terra,profumo della nostra gente, dono inestimabile di nostro Signore.
Paiesco e Verigo.
Gruppi di case ove il tempo si ë fermato.
Atmosfere d'attesa, boschi affollati da indaffarati folletti, a volte disturbati da  chiassosi visitatori, ormai non più parte dell'ambiente
.
agosto 1992 - Dipingere.
Sei spinto ad esprimerti in pittura se vivi tutto ciò che ti circonda.  Il nostro interesse per il soggetto scelto può essere destato da ciò che ci racconta, dall'armonia, dalla forma o dal colore.  Non e la materia che desta la nostra attenzione, ma tutto il nostro sentire, impalpabile, astratto. Concentrare il nostro impegno sulla descrizione materiale del soggetto, può essere deviante e ci allontana dal nostro mondo interiore, fatto di segni, di colori, di forme sognate, dettate dalla realtà. Un dipinto è composto da segni, forme, colori, luci e ombre, che occupano spazi ben definiti che possono e devono essere ampliati, ridotti o modificati a beneficio dell'armonia più affine alla propria sensibilità.  Tra il tutto deve esserci continuità e fusione.              

 
Daniela

       
settembre 1992 - Il sole.
Solo oggi mi rendo conto che il sole è molto di più di una fonte di luce.
Il sole è calore, è rinascita, è speranza, è forza, è tutto ciò che ci permette di vivere.
In un dipinto rappresenta la massima luce, un'esplosione, è un sogno, è il non tempo.

1992
Il non tempo si manifesta nel sogno e nell'irreale.
Descrivere il sogno e possibile con l'idealizzazione della forma e del colore che deve essere forte, eppure soffuso.

1992      "Scopo delle arti".
Cercando in me le motivazioni dell'aver scelto d’impegnarmi nel mondo dell’arte , al momento faccio le seguenti considerazioni.
Non di solo pane vive l'uomo.
L'arte è un mezzo per fermare il ritmo forsennato degli interessi temporali.
L'arte da spazio allo spirito, induce l'uomo ad una sosta di meditazione.
Nell'osservare in silenzio un'opera d'arte, impari ad ascoltare.
Con  l'ascolto, evidenzi e scopri il tuo  mondo spirituale.
Nel silenzio, con la contemplazione e la meditazione,   comprendi l’altrui presenza.
L'arte apre le porte ai sogni dello spirito.
Chi possiede un'opera d'arte possiede un momento di vita.

1992
Per osservare un'opera d'arte è bene liberarsi dal proprio sapere per  poter  accedere ad  un  mondo  nuovo,  ad un  sogno irripetibile tutto da scoprire.

gennaio 1993
Con maggior convinzione ritengo che un artista, per poter esprimere la propria sensibilità, deve affrontare con coraggio, forza e "moderata" aggressività il mondo che lo circonda,  un mondo troppo preso da interessi temporali, interessato alla speculazione, sordo e ottuso a dare spazio alla meditazione, all'arte ed alla libertà.  Guai non sperare nei giovani.

1993
Per poter scoprire nuovi mondi negli spazi che ci circondano, è indispensabile modificare le forme suggeriteci dalla  natura  con forme  migliorarando l'equilibrio e l'armonia di  uno  spazio sognato e fantastico celato nel nostro intimo.

febbraio 1993
Il tempo umanamente misurato, trascorre velocissimo.
Se non ne vuoi essere vittima, ignoralo.
Solo la materia è modificata dal ... "trascorrere del tempo".
Per lo spirito e la mente il tempo non esiste.



L'Isola di San Giulio

Orta San Giulio, osservazioni,  maggio 1993
Barcaiolo; lupo di mare  - vecchio lupo di mare - vecchio
Visioni.
Al centro piazza, dietro ad incantevole visione mi trovo; lunghi capelli dorati, Madonna di Botticelli rammenta.  Lentamente si volta; donna spenta con sigaretta in bocca è.
Masse deambulanti con scarsa curiosità vagano per la piazza.
Pochi bimbi capricciosi e senza amicizie.
Primavere di bimbi sostituite da cagnetti litigiosi.


Montecrestese, giugno 1993
Comodamente seduto guardo dal balcone della casa paterna.
Tetti con quinte verdi,
Lontano strimpellar di chitarra.
Sono osservato da quattro comignoli,
uno mi fissa insistentemente, due hanno lo sguardo assente,
il quarto fa finta di niente.
Incomprensibili discorsi d'uccelli.

Alpe Veglia 1995
Sentimenti di odio-amore mi legano a questa terra.
Amore per lo spazio immenso, i silenzi visivi e la vicinanza a nostro Signore.
Odio perché tutto ciò non lo puoi fermare, farlo tuo, condividerlo con altri;
contraddizioni del nostro essere.


Alpe Veglia

gennaio 1995
Si affaccia la nostalgia di un soggetto poetico!
Sovente mi domando cos'e la poesia in un dipinto.
È la descrizione di situazioni giudicate poetiche o un concetto più universale?.
Nelle sole forme e spazi colorati si può incontrare la poesia?.
La poesia è malinconia, nostalgia?.
Luce, forma. spazi, armonie, possono non essere poesia?.

Ritengo che la poesia è dentro il nostro essere, la poesia è come ci muoviamo, come ascoltiamo, come viviamo, è la nostra filosofia.
Dolcezza della poesia malinconica. Ricordi, natura, atmosfere,  attesa. Attesa senza nulla pensare.

1995 - L'ombra.
L'ombra, anche se determina l'oggetto, non deve rispecchiarne la forma ma, fondendosi con l'oggetto e lo spazio, deve esserne un complemento valorizzante, per colore, armonia e contrasto.

In un'opera d'arte l'oggetto non è decisivo; è molto più avvincente il pensare a una forma-oggetto collocato in uno spazio, equilibrato ed anonimo, leggermente accennato.

1995 - Paesaggio.
In un soggetto paesaggistico, poetico-descrittivo, sono forme-oggetto con tempo i manufatti umani, sono senza tempo gli spazi della natura.
La poesia in un dipinto è data dall’atmosfera, dallo spazio e dal sogno.

1995
Gli oggetti ed i manufatti subiscono gli effetti del tempo.
In un dipinto la mancanza del tempo si manifesta con la staticità del soggetto senza descriverne la materia.  Spazi e silenzi, silenzi d'attesa.

1996 - Soggetto luce.
L'opera dell'uomo nel suo stato di continua precarietà, lentamente si trasforma in silenzio, attesa, non tempo.  Vivere nel silenzio visivo, oltre ciò che ci appare, nella sintesi del visto.

1996 - Nel silenzio di una Chiesa.
Spazio architettonico in cui oggetti e dipinti trasmettono il loro messaggio.
Per rendere tale messaggio maggiormente incisivo, è bene che dipinti ed oggetti siano collocati in una posizione tale da ottenere il massimo equilibrio tra l'oggetto e lo spazio circostante.
E' auspicabile un riordino nella distribuzione degli spazi all'interno delle nostre Chiese.

marzo 1996.
Alberi, presenze nel silenzio, la loro staticità annulla il tempo.
In pittura la staticità si evidenzia con l'equilibrio.
Forme - Equilibrio - Colore.
Equilibrio delle forme.
Equilibrio del   colore.

1966
La luce é messa in evidenza dalla non luce.
Nell'esecuzione di un dipinto é bene ridurre lo spazio concesso alla non luce.



Orta San Giulio

Orta San Giulio,  maggio 1996.  
La vita di paese s'è spenta.
Lungo le vie, turisti senza meta guardano senza comprendere.
Anziano rappresentante di commercio transita; affaticato nei movimenti,
stanco di combattere per vivere.

Edificio religioso..
Portone chiuso, interruzione alla reciproca accoglienza, delusione nell'attesa.

Cimitero 27/06/96
Nel  settore di recente costruzione.
Le tombe si danno le spalle.
Specchio della società attuale; separazioni; nuovi appartamenti; ostentazione di benessere;
morte senza amore; deserto; angoscia; solitudine nella morte.
Assurdo tentativo di trascinare con se l'inutile conquista sociale.

Milano  29/11/96
Pranzo al Burghy.
Gomito a gomito con persone che evitano di incrociare il tuo sguardo nel timore di doverti rivolgere la parola od ascoltarti; … ti senti in un deserto.

maggio 1997
Tutto il lavoro dell'uomo fatto con passione è Arte.

In pittura la ricerca nelle forme e nel colore deve proseguire fintantoché lo spirito non ne sia appagato.

25/04/97
La montagna racchiude la forza della natura, visibile ed invisibile.
E' il santuario del silenzio.
E' espressionismo silenzioso.
Tutto è dato dall'amore di Dio, nulla è da inventare, è solo da scoprire.

Cattedrale.
Di fronte ad una cattedrale,  ore 15,  l'ora del signore.
Porte chiuse, interruzione alla reciproca accoglienza
Chiesa museo. Preclusa all'uomo.
Cristo ha chiuso le porte o le porte hanno rinchiuso Cristo ?.

Città.
Andirivieni di anonimi contenitori.
Fazzoletti di terra senza ossigeno, trascurati dall'uomo.
Oltre un muro, lontano, vedi il cielo ed intuisci la natura.

L'acquario di Genova - maggio 1997
Squali, visione di eleganza e armonia, angoscia per la loro limitazione di libertà.
Nella vasca, un "operatore ecologico" con tuta da subacqueo molto colorata, è certamente l'unica cosa animata al posto giusto.
Una donna di sgradevoli fattezze, alla vista del Pitone delle Rocce Asiatico, ha fatto un viso schifato,
non si rende conto di cosa può pensare il pitone.
Non aggiungo altro mentre, tristemente, raggiungo il termine del percorso.   


agosto 1997
A volte l’oggetto-soggetto è motivo alla ricerca di forme e di spazi.
Forme e spazi suscitano sensazioni di silenzio ed attesa.
L'esprimersi in arte è un mezzo per ricercare se stessi.
La linea è forma nello spazio.
Racchiudere uno spazio con una linea comporta  una  particolare attenzione alla dimensione ed all'armonia della forma nello spazio.

agosto 1997
Se desiderate esprimervi in arte, rammentate sempre che il tempo non esiste.                              

1997
Luce e materia.
La luce evidenzia la materia e ne modifica l’aspetto secondo il sua incidenza e luminosità.
La luce non ha tempo.
In arte la materia è di secondaria importanza nei confronti della luce.
La materia suscita emozioni concrete.
La luce suscita emozioni diafane, impalpabili, irreali, sognate.

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La luce non va vista, ma va percepita attraverso le ombre  che l'avvolgono.             (Turner)
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Valle Vigezzo

settembre 1997
Oggi ho portato a termine un dipinto in piazza a S. Maria Maggiore.
Ho realizzato una nuova  esperienza  nel  mio   continuo peregrinare  nel  tentativo  di esprimermi con  forme  e  colori, inducendomi ad una nuova scelta di percorso.
Il  dipinto descrive un angolo di paese con case piene d'aria e di luce.
Confrontando il dipinto con precedenti lavori, si osserva che  le premesse  di  tale percorso e soluzioni erano presenti  in  opere realizzate nel 1993
(interno all'isola S. Giulio -cat.9315-, Venezia  -Canal Grande-cat.9328-).



30/09/97
Craveggia, località Siberia.
Mentre disegno in  compagnia di Ornella, il  mio  pensiero   corre all'opera  di Giorgio Morandi pittore (1890 1964), a cui mi  lega una particolare affinità.
Bello sarebbe che, il Suo Spirito, scegliesse di accompagnarmi  lungo  l'impervio percorso  della  ricerca negli spazi, forme, luci e  colori  alla scoperta del non tempo.

1997 - Macrospazio – Microspazio
Nell’osservare il mondo che ci circonda, è dal macrospazio che percepiamo immediatamente l'emozione, prima di osservarne i particolari in lui presenti.
Tutto ciò che osserviamo, sia l'assieme od il particolare, è composto da un macrospazio e da un microspazio, suddivisione che si ripete all'infinito.

In pittura  nel realizzare un ritratto, e bene  iniziare dalla disposizione degli occhi, naso, bocca,  spazi presenti in uno  spazio maggiore (il viso).
Nel realizzare un soggetto d'architettura, e bene iniziare dagli spazi maggiori, case, pareti, che contengono o possono contenere altri spazi, finestre, porte, balconi.
E` meno difficoltoso collocare porte, finestre, balconi in uno spazio geometrico statico, che collocate occhi, naso, bocca,  in uno  spazio in continuo mutamento,  specchio di continui  pensieri ed emozioni.

1997
In natura, visivamente pesante nella materia, la luce e il colore hanno il sopravvento, suscitano forti emozioni, emozioni indescrivibili, astratte.
Utilizzando forme e colori, come si possono trasmettere tali emozioni senza dar spazio alla materia?  Come rendere spirituale la materia?
Lo spirito resta al di fuori dell'oggetto visibile.

ottobre 1997
Gli oggetti sono  composti d’aria e di luce. E' bene ricercare la leggerezza dell'oggetto soggetto, e scoprire negli spazi, nelle forme e nel colore il proprio mondo sognato. Annullare sempre più la forma-vista per intuire la forma-sentita.



Domodossola (9518)

1998
In visita alla mostra antologica di Calderara.
Le ultime opere di Calderara sono il risultato della sua  ricerca della  luce,  ricerca che ha condotto annullando il contrasto  e divenendo  sempre  più diafano, sacrificando in parte la  forza  del  colore, con il risultato d'essere riuscito ad annullare la materia. Una scelta che, in questo kperiodo, mi affascina.

1998
Ritengo d’individuare la mia ricerca nel "Silenzio - Attesa - Non tempo", sentimenti della parte spirituale dell’umanità.
Nel silenzio l'attesa, nell'attesa il non tempo.
In un mondo in cui più nessuno può o vuole ascoltare il silenzio,  è bene imparare a vederlo.

1998 - Tempo - Non tempo
Circondato dalla natura delle nostre montagne,
Osservo la porta fatiscente di un oratorio, bruciata dal sole e dal vento, trascurata dall'uomo.
Fa parte di un edificio religioso utilizzato ma non amato, simbolo di rimembranze,  luogo di tradizioni che mascherano ed allontanano la realtà.
Alle finestre, fiori recisi in omaggio ad una presenza di cui siamo ormai parzialmente convinti.
Il degrado annulla la realtà dei sentimenti e trasporta nel sogno.
II "tempo", si manifesta nei manufatti dell'uomo che hanno un limite sia nell'utilizzo che nella durata. I fiori recisi dall'uomo e utilizzati come decorazione entrano nel tempo.
Nel  dipingere i fiori recisi e posti in vaso, per  annullare  il tempo da loro acquisito, vanno visti e sentiti come sogno e colore, pieni d'aria e di luce.
Il "non tempo", si manifesta nella natura, viva quanto l'uomo nei vari momenti del suo ciclo, con le sue luci, nel suo mutare senza mai ripetersi, nella sua continuità senza tempo.

La natura, la luce, lo spazio non hanno tempo, annullano le distanze, suscitano universali emozioni.

1998 - Il silenzio è ascolto.
Se il silenzio non è ascolto è un modo di negarsi all'altro.

1998
Arte è esprimere le proprie emozioni in piena libertà, utilizzando il mezzo a se più appropriato.



Alpe Veglia

1998
Architettura spontanea.
Nell'interpretare un soggetto di architettura spontanea mi si presentano tre diverse situazioni:
Ricerca dell’equilibrio delle forme con la presenza di persone e animali in azione o movimento.
Ricerca dell’equilibrio delle forme senza la presenza di persone e animali.
Ricerca dell’equilibrio delle forme avvolte dalla natura.
Se si sceglie la sola descizione del visto, la presenza della  natura vivifica l'architettura.


1999 – 2010
L’intento è trovare, senza cercare, i propri spazi e colori interiori.

gennaio 1999
Nel dipingere, tanto pesante e costrittiva può essere la fase iniziale del cercare, quanto leggera e liberatoria la fase conclusiva del trovare.

La ricerca di un soggetto.
Vedo il bello, mi attrae ma non riesco a focalizzare ciò di cui mi sono innamorato.
È quasi impossibile valorizzare ciò che non si ama.
Nulla può resistere all'amore, che svela armonie nascoste.

Nell'arte si esprime l'Io o il Me?
Si esprime qualcosa d’inspiegabile... presumo l'Io.

febbraio 1999
Il cielo.
Il cielo non è un oggetto a distanza fissa.
Il cielo è nelle cose, nel paesaggio.
Il cielo ci avvolge.
Il cielo non è... noi siamo nel cielo.

febbraio 1999.
Dipingere con il segno ed il colore è rendere concreto ciò che ti emoziona, sia nel racconto che, nella forma, nello spazio e nel colore.
L'emozione è data da ciò che si sente suggerita da ciò che si vede.
L’emozione espressa è un momento di vita, una ricerca intima, una manifestazione d'amore.

Idealizzazione della forma, del colore.
L'idealizzazione del colore si può ottenere sia con l'utilizzo dei colori primari e secondari che con il monocromo.

marzo 1999 - Poesia di fronte ad un tramonto.
In un dipinto la poesia è più vista e pensata che sentita?
Si può esprimere la poesia senza la descrizione del visto?
Di fronte ad un tramonto cosa si sente oltre a ciò che si vede?
Si sente la luce, la forma, il colore, il momento che fugge, la sensazione dell'imminente riposo...
E' possibile esprimere tutto ciò in un dipinto descrivendo solo il sentito?
Se descrivi ciò che vedi, esprimi il bello per il bello e null'altro.
Il sentito si esprime attraverso l'armonia delle forme, dello spazio, del colore e della luce.

aprile 1999.
La prospettiva in un dipinto può essere data dalla forma o dal colore.
Non è essenziale che ambedue siano presenti nel dipinto, può esser presente anche solo una delle due prospettive, o della forma o del colore. A pensarci bene,  può anche non esser presente nessuna delle due.  In conclusione ci si può esprimere anche senza l'ausilio della prospettiva.

Il bello non è in ciò che vedi ma in ciò che senti.
Il bello sentito è dettato dal tuo stato d'animo, è lo specchio del tuo bello interiore.
Se non sei sereno interiormente qualsiasi bellezza esteriore non ha significato, pertanto si può pensare che il bello è più sentito che visto.
Ciò che tu vedi e senti bello è uno stimolo per esprimere e rendere visibile su di un dipinto il tuo bello interiore.

02/05/99
Oggi Ornella, con una sua "lapidaria" considerazione, ha demolito un mio dipinto che ritengo di buona fattura e della cui realizzazione sono molto soddisfatto.
Dal momento che nulla è casuale, cerchiamo di trarre giovamento da ciò che è avvenuto.
In arte ricercare il perfezionismo è limitativo ed inutile, poiché è impossibile una realizzazione perfetta anche con intenzioni di ricerca come nel caso del dipinto da Ornella criticato.

maggio 1999.
La luce in arte.
La luce è ciò che principalmente colpisce e interessa l'artista, ma il più delle volte non se ne rende perfettamente conto.
Non trovo una risposta al fatto che, per anni, chi sceglie la pittura come mezzo di espressione continua a essere interessato dalla materia quando la maggior  emozione è data dalla luce.

1999.
La natura nel proprio ambiente nasce vera.
Corretta e direzionata dal'uomo è privata parzialmente della sua libertà.
Trasportata in un ambiente artificiale è sacrificata all'illusione.
Anche l'uomo come la natura nasce vero ma, il più delle volte volente o nolente perde la sua identità.



Valle Vigezzo

1999.
Nel dipingere a contatto con la natura è bene approfondire maggiormente la ricerca sulla forma e lo spazio che non sul colore, non affermo che bisogna trascurare il colore ma prestar maggiore attenzione alla forma ed allo spazio.
Nel silenzio del proprio studio si è maggiormente agevolati a confermare il colore che non la forma e lo spazio poiché il colore fa parte del nostro sentire e non del visto, mentre per la forma e lo spazio lontano dal soggetto non  si hanno più riferimenti.
L'insieme di forme e oggetti armonicamente disposti, in sintonia con il colore, stimolano un'emozione.
L'artista sceglie un soggetto perché rappresentato da un oggetto, ma all'atto in cui riceve l'emozione, l'oggetto cessa di esistere, rimane l'emozione.  
Il soggetto è formato dall'oggetto e dallo spazio che si annullano a vicenda, tutte e due acquisiscono lo stesso valore come forma e come spazio.

1999
Al cospetto di un paesaggio, con le sue le rocce, gli alberi, il verde dei prati, la trasparenza dell'acqua, ciò che maggiormente stimola l'attenzione del pittore, dell'artista, è la luce, lo spazio geografico e la luce, o meglio, la natura e la luce.  Può essere anche una luce diffusa, un'atmosfera grigia, un grigio luminoso, senza contrasti.  Al contrario. le opere dell'uomo se sono state fatte senza tener conto dell'ambiente che le circonda possono essere fonte di disturbo all'emozione suscitata dall'insieme dello spazio vissuto in quel momento.
Nell'eseguire un dipinto, purtroppo continuiamo imperterriti a voler descrivere il visto, nell'intento di renderlo piacevole, non ci rendiamo conto che il bello è nello spazio in cui respiriamo, nello spazio vissuto, nell'atmosfera, in definitiva sono tutte emozioni astratte, e imperterriti continuiamo nella ricerca di qualcosa di concreto, qualcosa da poter descrivere, continuamente descrivere, disegnare, mentre tutto ciò che ci entusiasma è  lo spazio, l'atmosfera, tutto ciò che viviamo; noi siamo nello spazio, nel vento,  nella luce. È bene distinguere il visto dal sentito; il sentito è totalmente all'opposto del visto, il sentito è una conseguenza del visto, noi dobbiamo rendere visibile l'atto finale che è il sentito.

Descrivendo il visto, si può dare l'emozione del sentito?  O meglio, descrivendo troppo il visto con tutti i suoi particolari rischiamo di allontanarci dal sentito?
Il sentito non è nei dettagli ma nella sintesi delle forme e degli spazi. Tutto è colore, spazio, trasparenza e luce.
È possibile descrivere il sentito? Il sentito è sentito pertanto irreale... è possibile descrivere l'irreale?   L'astrattismo è una conseguenza del sentito.


Crampiolo

giugno 1999
Dipingere non è estraniarsi, si potrebbe pensare a un atto individualistico, narcisista, ma non lo è.  Amare ed operare nella pittura, nella musica, nella letteratura, nella danza, In tutte le forme d'arte, non è fuggire la realtà ma è trovare un sogno e sperare che altri entrino a farne parte.  L'artista è un amatore, ama il mondo che lo circonda, è un personaggio che ha ricevuto gratuitamente dei talenti, ed ha il coraggio di farne frutto, con la speranza che altri traggano beneficio dalle sue conquiste.  L'artista non cerca la notorietà, l'artista è appagato quando altri partecipano al suo mondo sognato.
Sia esso pittore, scultore, musicista, poeta o quant’altro, spera con il suo dire di ricordare alle persone che si prestano all’ascolto della sua opera, che i sogni sono gratuiti e non esiste moneta che li possa acquistare.

luglio 1999
Uno spazio di vecchie scodelle, con il segno del tempo, sia nel colore sia nello stato fisico, come lo possiamo interpretare dandogli un sapore antico senza descriverne la materia ?.
Nell'istante in cui osservo queste tazze, vecchie e sbeccate, sento la presenza di un oggetto vissuto, sento un sapore antico, un'emozione legata al passato.  Le osservo come oggetti e nel contempo ne sento il significato.  Da cosa nasce questo sentire ?
Dalla materia, dalla forma, dal colore, dalla luce, che crea l’illusione di un oggetto ?.
Se l'oggetto diventa spazio e lo spazio diventa oggetto, e tutto è colore e luce, ciò che meno emoziona è certamente la materia.  La difficoltà di riuscire a trasmettere queste emozioni senza descriverne la materia, è un problema del singolo artista, non tanto tecnico quanto del proprio sentire.  
Di fronte ad un paesaggio, un bosco tutto pieno di luce e colore ed omogeneo, cosa ti entusiasma ?, certamente non la materia; in prima analisi è la luce, il colore, lo spazio, la forma, l'armonia tra forma e colore, la materia è l'ultima cosa da prendere in considerazione.  Stranamente la materia anche se è la meno importante, mentre dipingi è quella che maggiormente ti cattura e cerchi di descrivere.
Come si può superare questa contraddizione ?.
Gli oggetti che si utilizzano, per potersi esprimere in pittura, esistono come forma e colore, come equilibrio di forme e spazi colorati, come equilibrio tra forma e spazio, non esistono come materia.  
Tentiamo allora di trasmettere tutto il sentire astratto e nulla della materia vista.

1999
Il segno, lo spazio e il colore si realizzano a contatto del soggetto ma ne trovi l'equilibrio lontano dal medesimo. nel silenzio del tuo studio, a diretto contatto con il tuo Io.

1999
Mentre incontri continuamente personaggi che si limitano a fare della pittura, chiedono continuamente e non danno nulla, è bello sognare di potersi ritrovare in compagnia di persone che amano e pensano la pittura.
E' troppo tardi?  Sperare di costituire un gruppo di persone,
che abbiano per manifesto il desiderio di esprimersi in libertà e con sincerità;
in primis verso se stessi.
Lontani dal desiderare d’essere pittori per interessi sia d'immagine che economici,  la pittura è un mezzo per guardare dentro se stessi, per scoprire valori nascosti, interiori, con la volontà di condividere insieme ad altri un simile percorso, percorso di ricerca tra persone che amano lo stesso mezzo per potersi esprimere.



Momento di vita - Gurro


1999
L’arte non è un modo di fare ma di essere.
L’arte aiuta ad ascoltare e scoprire il proprio Io nascosto.
L’arte" equivale a coraggio e libertà, qualità utili per esprimersi senza interessi e vincoli alcuni, sia d'immagine, sia economici.
Se non esistono interessi, lo spirito si esprime nella massima libertà, senza inibizioni, senza interruzioni da pensieri materiali, nell'esclusiva ricerca dello spazio-luce nel non-tempo.

luglio 1999
Sono sempre più convinto che dipingere è un atto d'amore.
Per realizzare un'opera dal soggetto scelto devi esserne innamorato.
I colori e gli spazi dentro di te sono i colori e gli spazi della tua terra, amata od odiata che sia.
Si ama ciò che si vive.

Agosto 1999 - Sogni infranti.
Infiniti pensieri.
I sogni hanno una fine, la realtà irreale continua.
Non si può sognare senza prender atto della realtà in cui viviamo.
I sogni vivono nella tua solitudine.
I sogni devono restare dentro di tè, molto nascosti, per non creare danni.
Il mondo ti permette di sognare ma non di concretizzare i tuoi sogni.
I sogni alimentano lo spirito e la speranza.
Senza speranza i sogni non possono esistere.
Senza sogni e speranza, la vita perde il suo significato.
I sogni e la speranza non hanno barriere, due anime che sognano sono sempre unite, qualsiasi distanza le divida.
Quando entri in sintonia con un altro sogno e lo perdi, perdi metà di te stesso.
Nella profonda malinconia è necessario continuare a sognare, con la speranza nel cuore di un futuro incontro.
Chi sogna ama la vita, chi ama nulla teme.

agosto 1999
Se il cielo non è uno spazio limitato, ma un involucro che tutto avvolge, anche la forma, avvolta dal cielo, non ha un limite, pertanto potrebbe non esistere come spazio limitato.
Esiste ciò che vediamo o ciò che vogliamo vedere ?
Se esiste ciò che vogliamo vedere, il vedere è già dentro di noi, quindi le forme sono un mezzo per trovare e mettere in luce un proprio equilibrio interiore.

Ciò che vediamo stimola la nostra attenzione nella quantità o meno di come entra in sintonia con le nostre forme interiori.
Noi ci troviamo bene in determinati spazi, determinate situazioni ed armonie viste,  perché rispecchiano il nostro sentito dentro.
Non puoi imporre il tuo bello visto. perché il tuo bello visto può non coincidere con il bello visto da altri.
L'arte deve essere una continua ricerca, o meglio un continuo trovare senza ricercare.
In arte, accontentarsi dei successi ottenuti e delle conquiste raggiunte, potrebbe significare il desiderio di voler rinunciare  a una ricerca più approfondita per il timore di scoprire maggiormente il proprio io ancor celato.



Masera

agosto 1999
Se nel realizzare un dipinto ti avvali di una composizione formata da differenti oggetti o materiali, sei indotto alla descrizione.

agosto 1999
Nel dipingere la montagna, con i suoi boschi e spazi verdi, è necessario considerare il colore nell'insieme.
Non sono importanti i dettagli descritti, ma la pennellata, coerente su tutta la superficie pittorica anche se spezzettata, è un mezzo per annullare la materia e per dare la sensazione della presenza di micro-spazi.
Per avvicinarsi alla sintesi del soggetto dipinto, è bene individuare per rimuovere gli spazi superflui.

Agosto 1999
Anche se raramente la tua disponibilità è giudicata donata col cuore.
Dà il tuo aiuto con amore ma con discrezione, poiché sei pur sempre un estraneo, e terminato il tuo compito ritorna  nell'ombra, ritirati per evitare di interferire più di tanto  nella vita altrui.
Limitati ad essere strumento della provvidenza e nulla più.

Agosto 99
Mi trovo all'Alpe Pescia, in compagnia di larici silenti, attorno a me solo la natura.
Anche questo è un piccolo momento da godere, viverlo intensamente, come tutte le cose,  non si ripeterà mai più.
Sono solo, ma non mi sento tale, sicuramente ci sarà qualcuno che mi pensa e vorrebbe essermi accanto,
e se ciò non fosse, accanto a noi c'è sempre una presenza silenziosa che ci accompagna per tutta la vita.
La vita non è fatta di grandi cose ma di piccoli e unici momenti,
forse,,, con il tempo imparerò a viverli meglio.


23/08/99 - ospedale di  Domodossola ore 3.45, assistendo mio padre.
Attesa nel silenzio.
Osservi l'orologio che scandisce il tempo e stranamente ti trovi nel non tempo,
nell'attesa, isolatoe impotente lungo il tuo percorso.
La maggior parte delle forze, è impegnata nella cura del corpo quando è l'anima a soffrire maggiormente,
è lo spirito che non conosce il proprio futuro, e si sente abbandonato dal corpo.
Nella solitudine le esigenze del corpo perdono significato.


settembre 1999
A volte è utile cimentarsi con un "non soggetto" o meglio con un vedere in cui ci sono molti elementi per un potenziale soggetto, senza un ordine preciso adatto alla composizione doi un dipinto.  Nell'assenza di un soggetto ben definito, sei obbligato a metter ordine agli spazi in modo d’entrare inconsciamente in sintonia con te stesso, nasce così il tuo sogno nascosto e inconscio, il tuo spazio magico.

Sensazioni,  
Seduto in un bosco osservo la natura.
Posso pensare di trovarmi bene e ho la possibilità di evadere.
Di trovarmi bene e di non voler evadere.
Di trovarmi bene ma di sentirmi prigioniero.
Di trovarmi  male ma ho la possibilità di evadere.
Di trovarmi male e di non poter evadere...vivere nell'aria avvolti dalla luce.



Sottobosco a Coimo

Differenze:
Vivere il soggetto o vedere il soggetto senza viverlo.
Vedere il soggetto è vedere un dipinto già realizzato.
Vivere  il soggetto è scoprire un mondo nascosto.

Per far sì che un’opera sia un momento di vita unico, non bisogna utilizzare un soggetto ma è necessario viverlo.

settembre 1999
In ogni soggetto sono presenti forme e colori predominanti in rilevante evidenza. Queste forme e colori si possono attutire o accentuare.
Durante l'esecuzione di un'opera, se si mette in risalto il contrasto anche accentuandolo, l'interesse e le emozioni convergono sulle forme ed i colori predominanti. Possiamo pensare ad emozioni espressioniste.
Al contrario, se lo esige la tua sensibilità, attutendo il contrasto si ottiene un armonico equilibrio del soggetto, descrittivo o sognato che sia.  Ci si avvicina maggiormente ad un’opera concettuale.

ottobre 1999
Per un artista è essenziale scindere il visto dal sentito, vincere la materia, vincerla dimenticandola.
L’arte è l’anima dell’uomo, e l’anima dell’uomo è il sentito, certamente non il visto.

ottobre 1999
Nello spazio-soggetto, scelto dall'artista per potersi esprimere, possono essere presenti elementi che non sono in armonia tra loro, sia per forma, spazio e colore  (cielo, terra, acqua, architettura e...).
Se uno spazio visto è composto da elementi diversi tra loro per forma, spazio e colore, c'è da domandarsi se alcuni di essi prevalgono su altri o sono tra loro discordanti; sono due situazioni completamente diverse.
Prevalenza.

Una forma, uno spazio o un colore può prevalere su altri in una composizione formata da elementi della stessa materia o da forme e spazi in armonia tra loro (o cielo, o terra, o acqua, o architettura, o alberi o...).
Discordanza.

La discordanza si osserva tra oggetti diversi, che non legano tra loro per forma, spazio o materia.
Di fronte ad uno spazio visto, piacevole ma discordante, la difficoltà maggiore per un pittore è individuare ciò che suscita il sentito. Il sentito può celarsi anche in una piccola parte del visto.
Siamo attratti dal visto dimenticando, il più delle volte,  che il fascino è dato dal sentito.                              

novembre 1999
L'emozione è provocata dal macro-spazio che ti avvolge e da tutto ciò che contiene.
Tutto e nulla sono utili per potersi esprimere. Molte volte in arte il soggetto va ignorato.

13.11.1999
Ogni artista pittore nasce con caratteristiche particolari, caratteristiche che, durante il corso della propria vita, le può celare, le può mettere in risalto o attenuare, ma non le può modificare più di tanto.
Alcuni possiedono la caratteristica della precisione, del perfezionismo, e fa parte del loro mondo sognato la forma, mentre per altri in cui prevale la fantasia del disordine, è nello spazio colorato il loro sogno.
Per un artista, per una persona che sceglie le arti figurative per potersi esprimere, Il segno ed il colore già gli appartengono, mentre  il disegno inteso come descrizione di un oggetto nei suoi minimi particolari è una scelta personale, non è ne di estrema importanza, ne indispensabile.
Se sei un artista in cui prevale la forma, utilizzi il segno per racchiudere lo spazio e renderlo forma. Se apprendi le regole del disegno, all'atto pratico dell'esprimerti, non sentirai la necessità di utilizzarle poiché le forme, che creano il disegno, fan parte della tua personalità, il tuo segno è già disegno.  Il disegno è dentro di noi o non ci appartiene.
Se sei un artista in cui prevale lo spazio colorato e utilizzi il segno, non per rendere forma lo spazio ma come grafia personale, è bene impegnarsi a studiare e apprendere le nozioni del disegno, ma al momento di esprimerti saranno da tè accantonate ritenendole una barriera alla libertà.
E' difficile stabilire se un'opera realizzata seguendo le regole del disegno, sia maggiormente equilibrata di un'opera apparentemente più disordinata perché realizzata senza l'ausilio di dette regole.  Le regole sono utili per metter ordine al proprio dire e per la conoscenza, non per creare un prodotto artistico scaturito dal sentito; per esprimere il sentito non occorrono regole.
L'arte non ha regole fisse, necessita solo di consapevolezza delle proprie emozioni e di coerenza nell'esecuzione tecnica.  Nel dipinto deve riscontrarsi sia la coerenza nell'ordine sia nel disordine, la coerenza di un segno nervoso o di un segno tranquillo, la coerenza di colori violenti come la coerenza di colori tenui.
Non serve il bello per fare arte, occorre l'emozione che può essere positiva o negativa, accettata o rifiutata, l'importante che esista un'emozione.


Alpini, sempre!

29/11/99
Camera d'ospedale, ore 5,30
Tre corpi con esigenze diverse, tre anime con esigenze simili.


novembre 1999
L'opera di un artista la può essere accettata o rifiutata, ma non può essere giudicata se non se ne conosce il percorso di ricerca.

Dipingere è un atto d’amore.
La ricerca del soggetto è l'esigenza dell'innamoramento, un'osservare nel silenzio, un caricarsi d'amore, un pregustare una conquista, la paura di un fallimento.
Raggiunta la meditata scelta di ciò che ci affascina, l'abbozzo dà sfogo all'istinto, alla passione, all'emozione, all'aggressione.
Bruciato l'unico incontrollato momento di conquista, In cui esprimi tutto te stesso, ha inizio la valorizzazione dell’opera nata, ha inizio un continuo e delicato accarezzamento alla scoperta di un'infinità di sfumature e armonie nascoste.
L'innamorato, man mano delicatamente è valorizzato, si scopre e si offre nel pieno della sua bellezza.   

A volte, come non accettiamo la nostra immagine riflessa, di cui, difficilmente ne siamo innamorati, non accettiamo ne riconosciamo il nostro prodotto artistico, specchio del nostro animo. È indispensabile imparare ad accettarsi per potersi esprimere con maggior libertà.

Per una persona libera, un artista, l'esigenza è rinascere tutti i giorni, nell'arte, nell'amore, nella ribellione o nel rifiuto alla vita.

29.11.1999
In alcune mostre inerenti ad opere del primo novecento, riscontri il rifiuto e la ribellione degli artisti del colore all'ordine accademico imposto.
Nella nostra epoca, in un mondo vissuto sempre più nel disordine e senza riferimenti, negli artisti nasce il desiderio di ricerca d'equilibrio, non per ritornare all'ordine accademico ma per esprimersi in un'armonia spirituale.

30.11.1999
I tre momenti in amore e nell'arte.
Prima - Durante – Dopo
L’innamoramento; la conquista; la valorizzazione.
L’amore per un altro spirito o per l'arte è un mezzo indispensabile per potersi esprimere.
In molti artisti, come in molte persone, il terzo momento che completa il percorso di vita nell'amore e nell'arte è il più delle volte trascurato.
Si può rinunciare al secondo momento senza compromettere più di tanto l'atto d'amore, poiché lo spirito ne resta ugualmente appagato, ma non si può ignorare il terzo momento, il più importante, poiché è l'amore  che provi valorizzando l'atto d'amore stesso.

01/12/99
Gelosia
La gelosia, che meno ferisce i sentimenti più profondi ma che maggiormente corrode la mente, è la gelosia legata alle conquiste temporali e d'immagine. Si può manifestare tra colleghi di lavoro, tra professori e studenti, tra maestro e allievo, tra allievi stessi, tra genitori e figli.  
Le mie considerazioni nascono dal rapporto che viene a crearsi tra maestro e allievo e tra gli allievi stessi.    
Esiste la gelosia da parte del maestro che teme d'essere superato dall'allievo, e da parte dell'allievo preoccupato che un nuovo allievo con qualità giudicate superiori occupi il suo spazio nel cuore del maestro.  Solitamente il maestro è gratificato dalle conquiste del suo allievo, ne è felice e orgoglioso, ma deve prestare attenzione alla latente gelosia scaturita dal timore di esser superati.
E' certamente un sentimento assurdo provocato dal desiderio del confronto, dell'antagonismo verso gli altri.
Un artista impegnato a rinascere tutti i giorni per scoprire nuovi spazi interiori, non ha tempo di essere geloso.  Se con gelosia, trascurando il tuo "Io", al limite del rifiutarti, corri appresso il mondo altrui e non godi delle conquiste di libertà interiore ottenute da altri,  potresti rischiare di non accorgerti di esser morto.
Solitamente un allievo sceglie il maestro, o lo stesso sceglie l'allievo,
in entrambi i casi sono liberi di accettare o no di percorrere assieme un cammino.  
Accettarsi reciprocamente e percorrere assieme un cammino non vuol dire dipendere l’un l’altro, ma costruire assieme nuovi spazi ed essere a volte complementari con competenza ed esperienze diverse.  
Un cammino intrapreso da un maestro e un allievo accettatisi reciprocamente, è molto diverso da un percorso intrapreso da un maestro che impartisce lezioni e da persone che frequentano un corso.
Nel primo caso tra il maestro e l'allievo s’instaura un rapporto d'amicizia indissolubile qualsiasi evento subentri, nel secondo caso, rimane solo un rapporto tra insegnante e studente.
La gelosia tra allievi stessi non ha motivo di esistere, tra loro  non deve esistere antagonismo ma un'amicizia nella ricerca.                                                     
L'unica allieva che mi ha scelto come maestro e che da me è stata accettata, in breve tempo ha fatto passi da gigante, sempre più si rende consapevole dei suoi progressi, dandomi grandi soddisfazioni, si sta liberando in modo incredibile dai fardelli che appesantiscono il cammino di ognuno di noi, e con le sue conquiste apporta un notevole contributo alla nostra ricerca. Dire che un proprio allievo è bravo, è dire una sciocchezza. l'importante per un maestro è che l'allievo diventi consapevole del proprio operato, che si convinca delle proprie qualità uniche ed acquisti sempre più fiducia in se stesso.
Un maestro aiuta semplicemente il proprio compagno di percorso a scoprire ciò che in lui è già presente, lo aiuta a realizzarsi nella massima libertà senza condizionamenti. Se un maestro impone il proprio saper fare, la propria "conoscenza", non raggiunge lo scopo del suo mandato poiché forma un personaggio dipendente, succube dell'abilita' di colui in cui ha posto la propria fiducia.
In ultima analisi, è maestro solo chi detiene la verità e nel nostro piccolo mondo nessuno la possiede, pertanto in questo caso, il titolo di maestro è inadeguato, è solo una persona disposta a esserti compagno nel tuo cammino.  



Valle Vigezzo

1999
Come nella vita, nell'atto di esprimersi, si tende a dar troppo spazio alla materia e poco allo spirito.  Il soggetto è un mezzo per sognare e rendere visibile il tuo sentito, un sentito nato da spazi, forme e colori, non da oggetti.
L’oggetto-soggetto è importante per ciò che esprime, per ciò che fa sentire. L'arte è l'anima dell'uomo, e l'anima dell'uomo è certamente il sentito non il visto. I Maestri espressionisti insegnano a trascurare la forma dando maggior spazio al movimento, al sentito. In una persona la parte estetica pur bella che sia, se priva di movimento perde vitalità, nell'uomo la materia è il visto, l'azione è il sentito.
Con meno dipingi il visto con più ti avvicini all'arte.

 gennaio 2000
L'artista è
chi, pieno di dubbi e timori tenta di percorrere la strada per la libertà, stranamente dà l'impressione di sicurezza e decisione, mentre nella realtà è l'esatto contrario.
La stima per un artista è accompagnata sovente dall'invidia per il medesimo, che si prova per la sua libertà.
Cito gli artisti ma, potrei parlare di persone impegnate a fondo nel mezzo scelto per realizzarsi e invidiate
per il medesimo motivo.
È la libertà che maggiormente ferisce l'animo di chi la sfugge.
La libertà è un sogno di tutti ma comporta un forte impegno personale, non si può acquistare ma si deve conquistare.


2000
Nel bosco.

Albero, silenzioso personaggio tra le cui forme, il vento intreccia le sue melodie.
Forma in uno spazio in cui tasselli di luce e colore si rincorrono.


2000
In pittura un soggetto di forti emozioni può essere eseguito concettualmente?
L'esecuzione concettuale distrugge l'emotività o è un mezzo per poter scoprire verità nascoste?
Un soggetto concettuale, può essere eseguito emotivamente?
Nel segno, nel colore o nel pensiero l'arte è pur sempre concettuale.
Un contenuto concettuale può essere eseguito con carica emotiva?

2000
Dipingere dando sempre maggior spazio all'emozione.
E' bene che la conoscenza e la tecnica non occupino un posto principale nell'esecuzione di un dipinto.  Nel ritratto non curare la somiglianza ma dà maggior spazio al tuo sentire.

Se dipingendo utilizzi le regole di prospettiva del segno, è bene curare la prospettiva del colore.
Se utilizzi la prospettiva del colore può non essere presente la prospettiva del segno.

marzo 2000
Il soggetto nasce sempre da un incontro repentino e avvincente che avviene durante il tuo peregrinare alla ricerca di un'emozione visiva, da un sogno, da un racconto, da un viaggio e dall'attenta osservazione del mondo che ci circonda.

L'innamoramento scaturito da un’improvvisa visione prodotta da un effetto di luce, è di breve durata, (da venti minuti ad un massimo di due ore) pertanto, nell'intento di fermare il momento, è consigliabile l'utilizzo di un supporto di piccole dimensioni.  L'opera che ne scaturisce è unica e sopporta lievi interventi per evitare un'alterazione del messaggio nato dal proprio inconscio.
E' concesso riprodurre l'opera su una superficie maggiore se si ritiene il soggetto adatto per una tale operazione, anche se sarà impossibile trasmette la carica emotiva che si riscontra nella prima versione.  
I disegni nati da un segno ed i bozzetti sono le migliori espressioni dell'artista.  L'opera nella sua essenzialità nasce nel primo abbozzo, ove risiede il sentito dell'artista, la maggior difficoltà è innamorarsi dell'emozione espressa e riconoscere in lei se stessi, valorizzandola senza distruggere l'immediatezza nata inconsciamente dal cuore.  Di fronte ad una scelta scaturita da un improvviso innamoramento lasciati portare dall'emozione, dal colore, dal vento e dall'atmosfera che ti avvolge.  E' indispensabile credere nelle proprie emozioni.

La visione nata da un sogno, da una lettura ecc. Comporta uno studio preliminare di meditata ricerca degli spazi utili alla composizione dell'opera.
Al contrario dell'emozione nata da una visione immediata, l'emozione suggerita da un pensiero deve maturare dentro di te e deve essere fatta totalmente tua, l'idea iniziale può essere molto distante, sfocata, è un'emozione dentro di te ancor nascosta, che, lentamente devi portare alla luce.
L'opera che nascerà, sarà maggiormente meditata e meno impulsiva, ma a volte con verità nascoste forse maggiori che nell'opera immediata.  Potrebbe essere un'opera senza fine poiché nella ricerca esiste sempre una continua contraddizione e innumerévoli cambiamenti di emozione, specchio dell'animo dell'artista.  È molto appassionante quanto difficoltoso creare un'opera lungamente meditata, ha bisogno di una particolare esperienza, al contrario si crea un'opera pensata ma non approfondita e totalmente realizzata.

giugno 2000
Arte, specchio della vita.   Come sei o vorresti essere nella vita, così ti esprimi in arte.


Valle Vigezzo

giugno 2000
Dipingere un’emozione.
Iniziare da uno spazio visto o pensato e dipingere un’emozione.
In un dipinto la descrizione di un oggetto-soggetto o di un racconto, limitano le emozioni a ciò che racconta, a ciò che esprime; mentre in un dipinto che nulla esprime le emozioni vanno all'infinito, emozioni date da forme e da colori.
L'osservatore, di fronte ad un dipinto in cui non si riscontra la descrizione né di un oggetto-soggetto né di un contenuto, prova delle emozioni  senza limite alcuno, il dipinto stesso non ha limiti.  Se nell'esecuzione del dipinto è prevalsa l'emozione, l'opera non è limitata al soggetto od al contenuto ma è spazio infinito, è puro spirito senza tempo, è puramente spazio e colore, nulla è.
L'emozione è senza tempo, la spiritualità è senza tempo, la pura pittura è il nulla. L'artista che, per voler dare un significato alla ricerca si prefigge di trasmettere qualcosa di definito e meditato,  pone dei limiti all'emozione.  Al contrario, un artista, che prende spunto dalla realtà e nulla descrivere o racconta, trasmette solo pure emozioni, emozioni astratte, impalpabili.

Percorrendo la tortuosa via che porta all'arte, si giunge volenti o nolenti al nulla ma, come disse Kandinsky, " Il nulla è tanto, tantissimo, in ogni caso assai più di qualcosa."
Anche nel campo della ricerca spirituale, s’incontra il mistero, in altre parole il nulla.

E' bene non farsi uccidere dal colore della materia. Se osservi un albero, non pensare all'albero come colore, poiché non esiste come lo vedi ma come lo senti, la difficoltà è scoprire e vedere dentro di te il sentito. In arte il molto può dir nulla ed il nulla può dir molto.

Kandinsky - "Vuoto" -        
"A sinistra, in alto nell'angolo, un puntolino. A destra, nell'angolo in basso, altro puntolino.
E al centro niente di niente. E niente di niente è tanto, tantissimo, in ogni caso assai più di qualcosa."

settembre 2000 - Cercare o Trovare.
Cercare è impegnarsi per trovare, ciò che si desidera, ciò che si conosce.
Trovare è pervenire a quello che inconsciamente desideriamo, è scoprire, cogliere.
Trovare senza cercare è una continua scoperta, è un costante rinascere.
Dipingere è utilizzare un oggetto-soggetto per realizzare un sogno, il sogno lo trovi senza cercarlo.
Rendere visibile il visto ed il reale, è artigianato,  concretare il sentito ed il sogno, è arte.
Chi in arte cerca è parzialmente frenato nel cammino verso la libertà nell'esprimersi.
L'artista non deve cercare ma credere in un suo spazio sognato, unico e singolare per poter trovare senza cercare le sue forme e colori interiori già in lui esistenti.
Ci si può innamorare dell'altrui spazio sognato ma non puoi farlo tuo.
Il desiderio di esprimersi è dato dalla lontana consapevolezza di possedere un proprio spazio sognato, solo se incontri chi è disposto ad ascoltarti sei aiutato a credere nel tuo spazio sognato.

Segno e colore.
Per alcuni pittori il mezzo per esprimersi è la forma, per altri il colore.
Per un pittore del segno, la ricerca è la forma colorata.
Per un pittore del colore, la ricerca è lo spazio coilorato.
Sentire e vedere la forma.
Sentire e vedere il colore.
Scoprire una forma e dipingerla.
Dipingere uno spazio colorato.
Forme colorate.
In pittura, iniziare dal colore e, con l’ausilio del segno, creare una forma
Colori e spazio.
In pittura iniziare dal colore e dare armonia agli spazi.

La forma colorata è già forma senza doverla immaginare.
Dallo spazio colorato si può dedurre od immaginare una forma.
La forma colorata può essere l'interpretazione della realtà. Lo spazio colorato è astrazione e sogno.
Con la forma ottieni un’opera concettuale.  Con lo spazio ottieni un’opera emozionale.

gennaio 2001
L'ombra portata è provocata dall'oggetto che interrompe la luce (lo stesso oggetto possiede una parte in luce ed una parte in ombra propria trasparente).
L'ombra portata  intesa come spazio provocato da un'interruzione alla luce, è oscurità trasparente, tutto è avvolto dalla luce, sia l'oggetto sia l'ombra che, a sua volta, diventa spazio o forma-oggetto senza materia.
Se l'ombra portata è spazio o forma-oggetto, provocata e in continuo mutamento causato dal mutar della luce, si può giudicare fine a se stessa e non più parte dell'oggetto che la provoca, pertanto, può o meno essere presa in considerazione, quale spazio complementare, se è ritenuta utile o meno alla composizione.
Quando si affievolisce la fonte luminosa, la luce diffusa si può pensare come penombra diffusa; cessa il contrasto ma l'emozione rimane.

aprile 2001 - Visite alle grandi mostre.
Emozioni di fronte ai grandi artisti.
Si é affascinati e turbati dagli artisti che possiedono lo spazio a te complementare, e inconsciamente si é spinti dal desiderio di volerli imitare.
Felice é l'incontro con artisti a te molto vicini nel modo di sentire, da loro prendi coraggio per proseguire il cammino alla ricerca del tuo mondo interiore.
L'incontro con i grandi artisti, può generare effetti favorevoli o negativi.  Favorevoli se sei consapevole della tua unicità nel mondo dell'arte, negativi se non credi ancora nelle tue potenzialità o se altrimenti sei convinto d'aver risolto tutti i tuoi problemi.

Giugno 2001
Nell’esercitare l’arte della pittura (da non confondere con i disegni colorati) è bene apprendere, con la pratica e l’esperienza, la trasparenza del colore per potersi esprimere partendo da spazi colorati per poi racchiuderli in un segno più o meno evidente se si vogliono trasformare in forme.

Il soggetto è formato da oggetti.
L’emozione essendo racchiusa negli spazi o nelle forme esclude gli oggetti.
È bene farsi trasportare dallo spazio e dall’armonia e non dal soggetto o dal suo significato.

Prodotto artistico o terapeutico?
Avvalersi della pittura, come mezzo per scaricare le proprie preoccupazioni, è una forma di terapia per risolvere problemi personali d’esistenza.
L’artista, persona viva, non deve risolvere problemi personali d’esistenza ma è spinto a scoprire un mezzo a lui idoneo per potersi esprimere in libertà.


Alpe Pescia di Masera

giugno 2001 - Luce, aria, vita.
Il mescolare troppo i colori sulla tavolozza, è una strada che conduce verso un mondo grigio; più puri saranno i colori meglio condurranno il dipinto verso la luce, l’aria, la vita.

Stimolo per l’artista non è il significato esteriore dell’opera quanto il suo messaggio interiore.
L’uomo è importante per le azioni, per ciò che fa in riflesso a ciò che sente e pensa.

Giugno 2001 - Mare – Montagna.
Il mare è un contenitore di verità sommerse.
La montagna è contenitore di verità evidenti.
Sulla superficie del mare sono presenti i sogni come nella visione di montagne in lontananza.




Monterosso al Mare

2001
Nei luoghi in cui ti senti bene, sono presenti gli elementi che possono aiutarti a scoprire lo spazio magico in te celato, artista è chi lo rende visibile.

2001
L’emozione ed il sogno hanno bisogno di spazi senza interruzione.
Solo chi non sa sognare vive in spazi limitati.
L’emozione è data pur sempre da un sogno, triste è sognare in solitudine, drammatico è non saper sognare.
Essenziale per un pittore dipingere ciò che ama, e si ama ciò che si vive.

2001
Un’opera anche se nasce scaturita da un ragionamento, dall’istinto o dall’interesse per la materia, deve pur sempre essere vivificata dall’anima. Ciò che distingue l’artista dal pittore è l’anima.
L’anima si esprime con la consapevolezza di una scelta conscia o inconscia che sia.
Nell’abbozzo è presente l’anima dell’artista, è bene non intervenire più di tanto sulla prima impressione se non ne sei consapevole.
Voler mettere in pratica le regole del disegno o quant'altro anche contro la propria natura è un limite alla libertà e al sogno.

Venezia.
I vivi deambulano senza meta.
In molte ore della giornata non puoi sentire il silenzio ma lo puoi vedere.
Spazio vissuto con opposti sentimenti, specchio del tuo stato d'animo.
Spazio irreale disturbato dalla presenza di gente ormai spenta


Venezia

2001
Buon maestro è chi raggiunge la spiritualità attraverso il proprio esprimersi.
Opere in cui la materia perde sempre più consistenza, lasciando spazio al sogno ed all'emozione pura.
Alla presenza di opere di artisti che trasmettono un forte desiderio di vivere e di esprimersi in libertà, si prova la sensazione di rispetto e di malinconia per le troppe occasioni perdute, perdute per la propria mancanza di coraggio.


Diverse sono le scelte per potersi esprimere.
Visto, Pensato, Sognato, Sentito.
Visto.

Descrizione della realtà vista con interpretazione verso il bello ed il piacevole.
Pensato.

Interpretazioni letterarie, descrizione di un evento
Sognato e sentito.

Pur avvalendosi della realtà del visto ci si lascia trasportare in uno spazio irreale, in un mondo tutto da scoprire, infinito.
Nell'irreale e nel non tempo tutto è possibile.
Il sognato non è fonte di forti emozioni, possono essere positive o negative ma pur sempre pacate tranquille, delicate evanescenti, diafane.
Il sentito può essere fonte di forti emozioni, di voglia di vivere, di ulteriori conquiste, è esprimersi in piena libertà.

Ad un artista di segno il difficile percorso nella ricerca della smaterializzazione delle forme per raggiungere il non tempo.
Ad un artista di colore, il difficile percorso per rendersi conto di esser già nel non tempo.

2001
Fantasia?
La fantasia è sogno o creatività?
Dall'osservazione di un oggetto, uno spazio, nasce un sogno da cui puoi creare altre forme o spazi idealizzando le forme viste in sintonia con le forme e spazi colorati esistenti nel proprio IO.

2001
Forma e Spazio
La forma è spazio racchiuso dal segno.    Lo spazio può non essere racchiuso dal segno.
La forma è energia limitata.                       Lo spazio è energia senza limiti.
La forma è definita.                                    Lo spazio è infinito..
La forma è realtà.                                       Lo spazio è sogno.
La forma è concretezza.                             Lo spazio è astrazione.
La forma è segno.                                       Lo spazio è colore.
La forma nelle forme è concretezza.           La forma nello spazio è sogno.

Forme colorate - Spazi colorati   
In pittura iniziare dal colore e creare una forma. (artista di segno)
In pittura iniziare dal colore e dare armonia agli spazi. (artista di colore)



Ornella

2001
Il colore specchio del tuo stato d’animo del momento, è scelto inconsciamente dal tuo IO.
Vedere e sentire caldo o freddo, chiaro o scuro, secondo il tuo momento di vita.

Settembre 2001 - Non tempo.
L’artista di segno vede il mondo che lo circonda in forme, pertanto per afferrare il non tempo deve smaterializzare la  forma-oggetto per poterlo spiritualizzare.
L’artista di colore senza rendersene conto è già nel non tempo, poiché non vede la natura come forma-oggetto ma la sente come spazio inconsistente e senza tempo.
Intuire il non tempo è essenziale per un artista, è la consapevolezza del sentito dell’emozione che riceve e che cerca di trasmettere attraverso un’opera.

ottobre 2001 - L’ombra.
L'ombra senza trasparenza non permette la spiritualizzazione del soggetto.
Se pensiamo l'ombra come interruzione alla luce, anche la notte diventa luminosa.

2002
Dell'artigiano è progettare, costruire e armonizzare.
Dell'artista è innamorarsi, possedere e amare.

2002
In arte non è bene adagiarsi sulla virtù del saper fare, poichè con il tempo tali qualità possono rivelarsi una drammatica limitazione alla ricerca dell'esprimersi in libertà.

2002
La pittura è un linguaggio universale.
Ogni persona che si avvicina all'arte ha nell'animo il desiderio d'esprimersi, l'obiettivo è trovare il giusto mezzo per essere ascoltato e partecipare così al cammino dell'umanità.

2002
La montagna ti avvolge e ti isola dal mondo.
Le acque dei torrenti accarezzano i piedi della montagna.
Per poter interpretare la montagna devi farne parte e sentirne il respiro.


Montecrestese

2003
Quando si cerca di realizzare un'opera dando spazio al solo sapere, trascurando il sentito, nasce un'opera senza carattere. Il sapere può deviarti dal tuo mondo sognato, che è unico e singolare, un mondo in cui devi credere e trovare i mezzi a te più affini per renderlo concreto. Per raggiungere la libertà d’espressione devi dimenticare parte di ciò che hai appreso (a volte la conoscenza può essere limitativa e frenante). All'inizio prevale il desiderio di fare e descrivere molto, non ci si rende conto che è con poco che realizzi le tue sensazioni. In arte il tempo non esiste, devi esistere solo tu con il desiderio di star bene nel tuo mondo sognato che rendi visibile.
Durante il tortuoso cammino nell'arte, la maggior difficoltà è incontrare i tuoi sogni e crederci con tutte le tue forze.  Il saper fare può oscurare il sentimento.
Il desiderio di dipingere nasce da ciò che si costruisce dentro di sé, ciò che si vive e si fa proprio, l'insieme di tutto un crescere, in arte non è importante il saper fare quanto il sentire, nato dalla conoscenza e realizzato in un'opera. In ultima analisi può essere di tutti il saper fare, di pochi il rendere visibile il sentito.
L'artista parte dalla volontà di esprimersi e trova o inventa il mezzo per poterlo fare, le regole esterne, dopo averle apprese, le utilizza se gli servono, in caso contrario le può anche rifiutare poiché le regole più importanti  risiedono già in lui.
Il pittore apprende una tecnica e dipinge, l'artista, al contrario, desidera esprimersi e cerca il mezzo a lui più idoneo per poter parlare, ha solo la necessità di una carica vitale che gli può essere trasmessa solo dai grandi Artisti che lo hanno preceduto e da chi è disposto ad ascoltarlo.

febbraio 2004 -
Artista della Forma - Artista dello Spazio
Forma - tendenza alla descrizione.
Per un Artista della Forma, per conquistare il mondo complementare da cui è attratto ma che non gli appartiene, può esser bene, nell'impostazione di un'opera, iniziare con il tracciare lo spazio occupato dagli elementi che compongono il soggetto, con lo scopo d'abituarsi ad osservare nell'insieme il mondo che lo circonda, evitando di iniziare dai dettagli, che rischiano di soffocare l'emozione che ha spinto alla scelta del soggetto.
Spazio - tendenza all'astrazione.
Per un artista dello Spazio, essendo il suo mondo, lo spazio colorato e l'inconscio equilibrio che mai perderà, è bene dar inizio a un'opera osservando e fermando i particolari che ne descrivono il soggetto, guardandosi bene da non dedicare troppo tempo a questo metodo.

Utilizzando un simile procedere, i due mondi si avvicinano, pur mantenendo la propria personale individualità, ed acquistando una maggior completezza con l'acquisizione di parte di una realtà agognata, distante, ma pur sempre complementare.


Iinterno all'Ariola (Masera)

maggio 2004  
Del giudizio di un dipinto.
Per un sereno giudizio, è indispensabile avvicinarsi all'opera senza pregiudizi nei confronti dell'autore e del suo percorso. L'opera o trasmette delle sensazioni attraverso verità più o meno nascoste o non desta interesse alcuno essendo priva di contenuti. L'opera non può essere giudicata per il suo contenuto emotivo ma solo per la sua realizzazione tecnica, o meglio se l'esecuzione è idonea al suo dire o è migliorabile.
.
E' giusto ascoltare l'autore tramite la sua opera. L'ascolto è la manifestazione più bella nel rapporto tra le anime.


giugno 2004
Le sensazioni sono date dal visto, nella realtà che ci circonda,  tutto ciò che riteniamo pittorico è al primo impatto visto.  Il paesaggio è composto di montagne, alberi, baite, rocce, torrenti, laghi, pianure, cieli, stagioni che si rincorrono, ecc. Nelle nature morte oggetti di innumerevoli materie, ceramiche, metalli, fiori, frutta, cristalli.  Delle persone si osservano la postura, il carattere, l’età, la loro esperienza di vita, il loro essere persona.

Di fronte ad un soggetto, anche se affascinati da un sentimento di poesia, ha il sopravvento il visto (avendo necessità di punti di riferimento concreti, causa le nostre insicurezze), anche perchè è impegnativo focalizzare il sentito  per renderlo visibile con segni e colori.

A volte, visivamente, la materia delle forme-oggetto predomina a discapito della sensazione data dalla luce che la rende viva. Fermare la luce è come fermare l’indefinito, ed è quasi impossibile se non è ritenuta parte dello spirito, oltre il visto, qualcosa che si sente, che non si può spiegare con la descrizione ma, per mezzo del segno e del colore, stimolare chi si avvicina all'opera, a interpretarne i contenuti.

Chi si esprime, chi parla con il segno e il colore, questo personaggio giudicato pittore e artista, trova naturalmente un mezzo adatto a concretizzare le proprie emozioni, poiché la soluzione è già in lui; col tempo e con attenzione la trova e la scopre.

Per l'artista nel cui mondo prevale la forma ed è attratto da un oggetto-soggetto, il suo segno libero, dettato dal cuore senza interferenze alcune, gli permette di esprimere il suo sentire.  
Il segno libero, permette di racchiudere forme fantastiche nate dal visto, forme in armonia tra loro per mezzo delle quali s’intuisce la forma-oggetto che ha dato spunto a ciò che sta nascendo (con meno sono descritti i particolari con più ci si avvicina all'emozione), il libero segno nasce dal cuore ed è un diretto collegamento tra il proprio sentire e il supporto che lo riceve. Per gli artisti legati alla forma ed all'analisi il segno è un libero mezzo per superare la materia. Sono artisti, a volte frenati non nel sentimento ma nel voler a tutti i costi analizzare il fatto artistico, comunque complementari ad altre forme d'espressione maggiormente libere (forse).
Per l'artista nel cui mondo prevale lo spazio colorato, è certamente inferiore il problema d'essere vincolati al visto, ma la sua emozione coloristica è a volte frenata dal dubbio che sia un percorso obbligato dover analizzare ciò che vede per poterlo disegnare,
Per un tale artista prefiggersi di vedere l'oggetto-soggetto è una costrizione  poiché naturalmente sente già mentre vede, per esso il sentito è un fatto naturale, perché vede il mondo non come forme di oggetti che possono avere un colore ma come spazi colorati che possono essere oggetti. Lo spazio colorato è già sentito, è già oltre il visto, lo spazio colorato è oltre la materia, non è più oggetto, è spazio colorato,
Al contrario, per un artista della forma, un oggetto resta pur sempre un oggetto, anche se è pur sempre uno spazio colorato.
Coloro che devono prender ancora coscienza delle proprie potenzialità hanno in comune lo stesso problema, chi vede l'oggetto che lo vincola alla materia da cui è difficile liberarsene, chi vuol provare a se stesso di saper descrivere l'oggetto.

Tutto questo dire, anche se non indispensabile, potrebbe essere utile affinché coloro  che si avvicinano a questo mondo per potersi esprimere, sappiano che la ricerca è infinita e unica nelle sue innumerevoli sfumature.
In arte non tutto si è concluso, perché noi siamo unici e ciò che è racchiuso in noi stessi è tutto da scoprire.
Le parole servono per spiegare il nostro pensiero, per cercare di colloquiare, per trovare uno scambio di idee, al fine di un fruttuoso cammino contro un distruttivo immobilismo.
La conoscenza permette di scegliere e scoprire che in arte tutto è concesso e si può fare, purché sia presente la consapevolezza di voler condividere, come c'insegnano i grandi maestri con le loro opere.

novembre 2004
Il mondo che ci circonda da spunto all’Artista per:
La descrizione della realtà.
Un’emozione reale.
Un’emozione metafisica.
Un’emozione fantastica o sognata.
* La descrizione della realtà, si ottiene utilizzando oggetti collocati in uno spazio visto. Solitamente l’opera realizzata se non è eseguita con intenti di ricerca sia nella forma che nel contenuto, è un dipinto destinato all’uso decorativo e d’arredamento, è accettata e desta interessi momentanei.
* Un’emozione reale.

L’opera è realizzata con forme o spazi colorati, molto contrastati, suscita emozioni di forza espressionista, angosce e disperazione, voglia di vivere, vita o morte.   Solitamente è accettata o rifiutata.  
* Un’emozione metafisica.

L’opera è realizzata con forme o spazi spiritualizzati, suscita emozioni di silenzi in altre dimensioni, d’attesa oltre il tempo, oltre la vita e la morte.
Solitamente è accettata o rifiutata.
* Un’emozione sognata.

L’opera è realizzata con giochi di segni e colore, di forme e di spazi, di luce e di non luce.
Non sempre un'opera nata prendendo spunto da un'emozione che suggerisce la realtà, è adatta a essere realizzata come opera metafisica o sognata.
Se un'opera nasce suggerita da forme o spazi, metafisici o sognati, non ha l'esigenza d'essere interpretata come forma o spazio reale.
La natura suggerisce sia lo spazio reale sia metafisico che sognato.

gennaio 2005
Una delle maggior difficoltà per un'artista è il riconquistare la purezza dei sentimenti di un bimbo. Quando l'opera di un'artista regge al confronto con l’opera di un bimbo, possiamo giudicarla un prodotto artistico.


Ossola

gennaio 2005
Dipingere sentimenti d'umane emozioni.
I sentimenti e le emozioni dell'uomo hanno sapore antico.
Il dipinto realizzato con il cuore ha sapore antico, e molte volte, ai più sprovveduti, può sembrare obsoleto, superato, non adatto al mondo artificiale in cui in questo periodo viviamo.  Il sentimento e le emozioni sono l’espressione dell'epoca in cui si vive ed il prodotto artistico, anche se nato utilizzando mezzi antichi, è parte del proprio tempo se realizzato con purezza d'animo e senza interessi alcuni.

2005
Tutti i percorsi intrapresi possiedono una base ed un vertice difficile da raggiungere, e nessuno possiede la verità, pertanto tutta l’opera dell’uomo si può rivedere con, nell’animo, il desiderio di un continuo  progredire.

2005
L’approccio alle arti figurative avviene:
Per terapia;  è rilassarsi, stare tranquillo, estraniarsi dai problemi temporali.
Per immagine;  è ambire  a farsi notare, desiderio d’essere accettati.
Per esprimersi;  è ricerca ed evoluzione, desiderio d'essere di condivisione.

Essere bravo nell'eseguire un'opera in arte non è una qualità di primaria importanza.
E' bravo un buon artigiano. Un artista è libero!
In arte la sfida e la competizione non devono essere nel confronto con gli altri ma verso se medesimo.

maggio 2005
Se condividiamo il pensiero di Tourner in cui afferma che  “ la luce non va vista ma va intuita attraverso l’ombra che l’avvolge ”, dobbiamo renderci conto che anche il messaggio di un’opera d’arte non va visto ma va intuito attraverso le forme e gli spazi che l’avvolgono.

L’opera d’arte che è soltanto vista, non è ascoltata.
Un’opera nasce per essere ascoltata e condivisa.

maggio 2005
La pittura
È luce
È colore
È forma e spazio
Il segno è un mezzo per racchiudere le forme. Lo spazio è composto di segni colorati.

Per Ornella la pittura è principalmente la ricerca nel colore. Realtà del colore, colore luminoso.
Per me la pittura è principalmente la ricerca nella non materia.  Spiritualità della luce, luce colorata.

novembre 2005
Persone, natura, architettura.
Tutto è energia, libera o compressa (nella natura la libertà, nei manufatti la compressione).
Ogni singola realtà appartiene ad una propria distinta categoria.
È arduo, accostare le varie categorie e creare un’opera che va oltre la semplice descrizione.
Ogni realtà si può vedere e sentire come forma o spazio, diafano o contrastato, colorato o monocromo, la forma e lo spazio sono l’essenza della realtà.

La forma è segno ed anche spazio.
Lo spazio è colore ed anche forma.
Il tutto si amalgama lasciando evidente una determinata preminenza.
L’artista in cui prevale il segno, si avvicina allo spazio attraverso la smaterializzazione della forma.
L’artista in cui prevale il colore, si avvicina alla forma con il far intuire i limiti degli spazi.



Maremma

Maremma (Alberese) 7 giugno 2005
Mi trovo in un ambiente visivamente molto bello, ma in cui è difficile trovare stimoli per esprimersi, la luce è forte senza contrasti, è forse più avvincente per un pittore colorista. Ho tentato di dipingere il secondo giorno ma con scarsi risultati pensando ai dipinti dei nostri Macchiaioli che a queste vedute si sono ispirati. Oggi ho provato con il segno o meglio con spazi molto soft, il risultato mi sembra discreto nonostante il soggetto molto scontato. In questo ambiente molto vasto, che per il momento non riesco a coglierne l’essenza, incontri continui soggetti che ricordano la fotografia e per comprendere se sono adatti ad un’interpretazione pittorica è bene osservarli ad occhi socchiusi, eliminando visivamente tutti i particolari. Queste le mie impressioni al terzo giorno di permanenza, mettendo anche in conto che la presenza di Amanda non mi concede troppo tempo per pensare alla mia pittura.
8/9 giugno
La spiaggia inclusa nel parco della Maremma è allo stato naturale con molti alberi sradicati, una composizione interessante e al contempo appassionante, sebbene gli spunti siano ripetitivi, in mattinata un disegno che mi ha discretamente sollevato lo spirito è venuto alla luce. Nel pomeriggio con fatica ho affrontato il momento del rivedere le opere da me fatte ieri ed al contempo rifiutate. Bene o male qualcosa ho rabberciato.
10 giugno
Non ho lavorato molto bene e con serenità ma in questi giorni ho fatto una scoperta che ritengo importante. Noi viviamo immersi in una natura che sentiamo molto forte ed a volte ostile per le difficoltà naturali che molte volte il tempo ci regala, pertanto abbiamo sempre ritenuto erroneamente (penso un po’ tutti) che la pianura non avesse quella forza e quegli stimoli utili ad un artista per esprimersi. Ho sempre giudicato con poco carattere gli ambienti al di fuori delle nostre Alpi (escludendo ambienti simili, come le Cinque Terre ove prevale la natura forte), molto tranquilli senza forti emozioni, dolci colline, vasti spazi della pianura, senza rendermi conto della loro bellezza, complementare ai luoghi in cui abitualmente viviamo.
Dopo l’esperienza di questi giorni, ritengo che tutti gli spazi naturali hanno le loro specifiche forze, purtroppo troppe volte snaturati dall’uomo.

maggio 2006
Il “movimento” desta emozione reale, attiva,  la “staticità” emozioni irreali, metafisiche.
Il vento invisibile crea un movimento, il cielo visibile è simile a uno spazio statico.

Interrompere la barriera visiva che esiste tra forma e spazio, creando un’unica energia.

L’arte è sensazione. La sensazione è astrazione, l’arte deve essere astrazione o nella forma o nel contenuto.

Giugno 2006
Il voler raccontare un oggetto-soggetto può essere un ostacolo allo scoprire forme e colori celati nel nostro intimo?

L’interesse suscitato da ciò che vediamo non è dato dal racconto ma è stimolato dall’energia del segno e colore che solo l’artista riesce ad intuire.
Ognuno di noi ha sensazioni ed emozioni diverse nel confronto con qualcosa d’indefinito.

Novembre 2006
Il dipingere al cospetto della natura, en plein air è Interpretare la natura e renderle omaggio.

Il colore non richiede il disegno, il colore stesso è portatore di segni..

Dicembre 2007
l’insieme di molti sentimenti stimola il pittore a esprimere il proprio sentire.

Un dipinto è eseguito ad arte se in lui s'intuisce la tridimensionalità di una scultura. Intuirla perché possiede una tridimensionalità nascosta; il suo equilibrio deve riscontrarsi osservandolo in tutte le sue posizioni.

25 – 26 agosto 2009
Visita alla mostra di Van Gogh in Basilea.
Mostra difficile… Tutte le mostre dei grandi Maestri mi sono sempre più difficili da comprendere. Come può la maggioranza delle persone accettare la pittura di V.G.? l’accetta per conoscenza ed emozione diretta o per l’informazione acquisita o per sentito dire? Nei dipinti di V.G. è difficile individuare il personaggio principale o il protagonista. Che cos’è che affascina? Il racconto? Il colore? La malinconia? L’angoscia? Il movimento? La mancanza del soggetto? La solitudine? La disperazione? La luce? La libertà?  La carica emotiva?  L’evidente spiritualità? La trasgressione?
Ritengo tutto ciò presente in un solo dipinto.
Personalmente, al cospetto di un dipinto di V.G. è come se il grande Maestro mi dimostrasse l’inutilità del teorizzare e del pensare al momento dell’esecuzione di un’opera, vuol farmi capire che di fronte ad una tela bianca, per entrare in un  mondo oltre la conoscenza devi liberarti da qualsiasi sapere. Euforia per la vita, eccitazione di sentimenti.

2010
In un'operta, per contenere un messaggio evidente, deve essere presente un protagonista. E' il protagonista che manda un messaggio. Protagonista può essere: il colore, la forma, l’oggetto, il paesaggio o… un solo segno.

Per trovare e scoprire mondi nuovi nella pittura non c’è altro che fermarsi a pensare; in compagnia di se stessi senza paura del silenzio.


Valle Formazza


Maggio 2010
Sogno o realtà.

Rifugiarsi nel sogno per fuggire dalla realtà o vivere la realtà come un sogno osservando se stessi dalla finestra del proprio spazio magico?
Nel sogno scopri d’avere un tuo spazio esclusivo e segreto, in questo spazio può accedere solo chi vuoi tu, sia nel sogno sia nella realtà; nel sogno è molto facile, nella realtà quasi impossibile. Nel momento in cui apri il tuo spazio devi accettare ed essere accettato, il tuo spazio viene condiviso e  tu condividi lo spazio di chi accetti e da cui sei accettato, i due spazi momentaneamente si fondono.
Importante è sognare che ciò possa succedere.



giugno 2010
Nel momento storico in cui viviamo, cinque sono le cose necessarie per giudicarsi Pittore: tele, colori, pennelli, tavolozza e faccia di tolla. Come giudicarsi Artista non lo so.


2011...
"E tutto torna".

febbraio 2011
Arte non è realizzare un dipinto copiando una forma-oggetto, non è un manufatto; l’Arte va oltre ciò che si vede, l’Arte è ciò che s’intuisce osservando un’opera dipinta, nata dal cuore con l’ausilio della conoscenza.
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marzo 2011
Viviamo nel nostro spazio o in quello altrui?
Vivere nel proprio spazio, è vivere la libertà di scegliere, non essere consapevoli dell’esistenza del proprio spazio è costrittivo.
La nostra stanza nascosta possiede una porta invisibile, è piena di colori ed ha una grande finestra aperta sul mondo.
Nel tuo spazio sono presenti forme, colori e contrasti che ti appartengono ed in cui ti trovi bene ma, il vivere nel mondo ti costringe moltissime volte ad uscirne e, raramente, se ti è concesso, puoi condividere gli spazi altrui. Nell’incontro con gli altri se sai ascoltare scopri cose che ti possono essere utili ad ampliare il tuo mondo e rinascere così ogni giorno.
La fatica non è trovare il momento di entrare nel proprio spazio ma nell’essere costretto troppe volte ad uscirne. Il desiderio di ogni Artista è lo scambio del proprio spazio con altre persone, coscienti di possederlo. E’ indispensabile il rispetto dello spazio altrui anche se non si rendono conto di possederlo ma certamente lo intuiscono

maggio 2011
Ciò che riteniamo una bella visione, è bella nella misura in cui è in armonia con la sezione aurea.

maggio 2011
Il disegno, con più è preciso maggiormente dà la sensazione di freddo, senz’anima e senza personalità. Anche se è quasi impossibile incontrare un disegno perfetto, e se ciò dovesse succedere, chi lo osserva considera solo l’abilità di chi l’ha eseguito.

giugno 2011
Questa sera scendendo dalla valle verso Masera, ho fatto una piccola ma curiosa considerazione.
La presenza di nubi nello "spazio-cielo", quando coprono le cime dei monti e sono adagiate ad esse occupando la totalità dello spazio-cielo, portano allo stesso livello l'alteszza delle montagne e questo "soffitto" di nubi rende visivamente una sensazione molto simile alla superficie di un mare capovolto. Una sensazione di peso che ti sovrasta.

Luglio 2011
Considerazioni su opere di artisti-pittori paesaggisti.
Nelle opere di artisti nel cui mondo visivo prevalgono il segno e le forme, osservo che nei paesaggi di pianura e di mare due sono gli spazi descritti, primo piano e cielo.
Nei paesaggi di montagna tre sono gli spazi, primo piano, montagna e cielo.
Lo spazio cielo è una superficie senza alcun elemento, o con  presenza di nubi, con forme in continua trasformazione e movimento.  Lo spazio montagna è composto da forme in continuo mutamento dettate da luci e ombre.
Nel primo piano possono essere presenti molti elementi.
La nostra attenzione è solitamente attratta dal primo piano, la montagna e il cielo rimangono spazi complementari.
Al mare e in pianura lo spazio complementare è il cielo.
L’importanza di un dipinto è l’insieme di forme spazi e colori legati e in armonia tra loro, deve essere un insieme armonico, un soggetto non definito ma intuito.
Con più il primo piano è composto di molti elementi maggiormente è difficile ottenere un  tutt’uno con il secondo e terzo piano.
Lasciando il cielo come spazio complementare, la montagna deve essere quasi inglobata con il primo piano, ottenendo così la visione di due soli spazi, e questo è più facile ottenerlo se nel primo piano sono pochi gli elementi presenti.
Lo spazio troppo frammentato può allontanare l’insieme dell’emozione.
La presenza di troppi elementi inducono all’esecuzione di un’opera spiegata e descritta, il classico paesaggio tradizionale.
Per evitare questo e ottenere un’opera che stimola emozioni universali, occorre farsi portare da una libera interpretazione utilizzando forme e spazi colorati attinti dall’incontro con la combinazione-soggetto da cui siamo attratti.

Per gli artisti che sentono e vedono inspazi colorati il mondo che li circonda, il soggetto non è affrontato come un’insieme di oggetti a cui dare una giusta collocazione, ma come vibrazioni di colore, un’insieme di energie che si compenetrano; per loro non esiste l’oggetto-soggetto ma un’insieme di  forze e contrasti che istintivamente trasformano  in un dipinto senza distinzione di piani, un dipinto in cui s'intuiscono le forme, un’opera che trasmette un’unica emozione, che racchiude tutti i sentimenti


Monterosso al mare
agosto 2011
Per raggiungere un’omogeneità nel dipinto sarebbe bene realizzarlo senza distinzione di piani prospettici, un dipinto in cui i piani vengono nello stesso tempo, intuiti e visti, ad un simile risultato si può giungere utilizzando per lo spazio cielo tutti o in parte i colori presenti nell’esecuzione del soggetto principale, primo, secondo, terzo piano… tra loro armonizzati.

Il dipinto è composto da uno spazio-soggetto da cui ha avuto inizio l’emozione e uno spazio complementare, vuoto o colorato che sia.

I segni e i colori si sostengono nel loro essere unici, si confrontano, sono uno scambio di energie e vibrazioni.
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In natura tre sono le energie libere e vitali contrapposte, aria, acqua, terra; mentre i manufatti dell’uomo sono un’energia compressa o bloccata.
Compito del pittore è condurre il tutto a un’unica energia, senza descriverle ma facendole intuire, usando il colore come alimento al corpo e all’anima o la non materia come alimento all’anima ed al corpo.

Energia.
L’Energia è parte di un’Energia Superiore, intuita e unica.
L’Energia è fonte d’innumerevoli emozioni, che nascono da ognuno di noi in base allo stato d’animo del momento.
L’Energia è silenzio e tensione d’attesa.
L’Energia è emozione reale.
L’Energia è movimento
L’Energia è fantastica.

Non l’irrealtà ma il fantastico (la realtà fantastica) e il sogno sono parte del mondo pittorico.  Ognuno di noi ha l’opportunità di vivere situazioni fantastiche.

Le energie nella natura:
Sono statiche e vitali. le rocce e la terra.
Sono vitali e in movimento, la vegetazione e tutto ciò che nasce dalla terra.
Fluida e in movimento, l’aria e l’acqua.

L’energia vitale assorbe la luce.
L’energia compressa o bloccata (presente nei manufatti) la respinge.

Nel cielo i colori della terra, sulla terra i colori del cielo.
Il cielo è fonte di luce, la luce descrive la materia.
L’energia vitale (natura) vive libera nella luce, l’energia compressa o bloccata (manufatti dell’uomo) è materia sia nella luce sia nell’ombra.
La non luce (ombra) se troppo evidente dà all’energia libera la sensazione di materia.
È consigliato trattare l’oggetto (manufatto dell’uomo) come forma o spazio, per strapparlo alla materia e portarlo nella luce che governa il tutto.

Settembre 2011 – Paesaggio.
Spazio finito – spazio infinito.
Costruire il dipinto per andare con l’intuizione oltre il soggetto.
Intuire un mondo sognato oltre il confine dettato dal limite del dipinto e dalla cornice.

ottobre 2011
Tre sono le condizioni necessarie per un buon dipinto.
Il racconto racchiuso nel dipinto non deve essere visto ma intuito.
Il dipinto deve essere eseguito con  colori, spazi e forme dell’anima, trovati e non cercati.  Nel dipinto deve essere presente l’armonia o la disarmonia nascosta.

In questo momento sono interessato alla prospettiva aerea può essere utile a dare al soggetto una profondità intuita. Scopo ultimo è riuscire ad entrare nel dipinto e farne parte.

ottobre 2011
Le montagne, evidenziate dalla non luce e baciate dal sole, solo in parte ricoperte dalla neve, sono affascinanti.
Di fronte a tale visione ci si emoziona ma visivamente prevale sempre la materia portandoci a descrivere il bello-visto, si presenta lo stesso problema di come interpretare una natura morta composta di oggetti diversi ed in contrasto tra loro sia nella forma che nella materia; difficile focalizzare la sintesi “emozione”.
Sono momenti visivi in cui è inutile esprimersi con il segno e il colore, sono momenti di luce da godere direttamente avvolti dalla natura di cui facciamo parte, i nostri sentimenti ed emozioni vanno oltre, un artista non può fermarsi a ciò che vede, è molto distante dall’essere una macchina fotografica.

I pittori che dipingono ciò che vivono sono sempre stati attratti non dalla materia ma dalla luce, dal colore e dall’energia presente in tutto ciò che ci circonda; scelgono soggetti e spazi geografici adatti a tale ricerca, non descrivono il visto e non utilizzano la luce come effetto scenografico, il dipinto è. così tutta energia, colore e luce, un’opera pittorica eseguita con il cuore e l’ausilio della mente.

La mia ricerca è nelle forme e colori dell’anima, con l’intento di raggiunge una omogeneità delle energie che ci avvolgono, cerco di realizzare una visione metafisica.

Mentre Micab (una cara amica pittrice), sia nella vita che nella pittura, con colori, contrasti, luci e non luci da lei raccolte e dalla bellezza del respirare e vivere la natura con tutte le sue emozioni, ci regala, attraverso  i suoi dipinti una visione fantastica e al contempo piena di emozioni reali.

novembre 2011
La natura che ci circonda, di cui facciamo parte è composta di forme indefinite in continuo mutamento; mentre i manufatti dell’uomo sono oggetti con forme definite.

Gli spazi occupati da forme indefinite, che assorbono la luce e che danno la visione di  una natura in continuo mutamento, sono energie libere e vitali, ed un segno che ne tenta la descrizione, può essere inutile e dannoso.

Al contrario gli spazi occupati da forme definite, oggetti e manufatti che riflettono la luce, la cui energia è bloccata e statica, hanno l’esigenza d’essere fermate anche se parzialmente dal segno.

novembre 2011
Albero, energia in movimento avvolto dalla nebbia.
Mi si presenta il problema tecnico di come tradurre in forme colorate, solo parzialmente accennate o descritte, l'insieme di energie di quest’albero, fondendo fusto rami e fogliame.
Con un segno colorato indefinito, con un’unica intonazione sia nel fusto sia nel fogliame  o con una forma  definita, composta di tutti i colori presenti nei tre elementi, fusto, rami e fogliame per creare così un tutt’uno, in uno spazio indefinito?
Durante la stagione autunnale, il fusto e i rami a sostegno della chioma del fogliame sono molto simili a un segno-disegno molto evidente, mentre lo spazio occupato dalle foglie appare  molto più leggero della loro materia.
Pensando di tradurre in un dipinto una simile visione, considero Il fusto, i rami e le foglie parte di un’unica energia, un unico personaggio- Le foglie come complemento del fusto e rami, visivamente diversi ma con la stessa vitalità nella sua completezza, è una forma-spazio in cui è racchiusa un’energia vitale composta da tutti i colori presenti nei tre elementi.
Al contrario, pur mantenendo la loro energia, sia la nebbia che avvolge l’albero, che la luce che si intravede tra il fogliame rimarranno uno spazio-materia intuite.

La nebbia che avvolge.
La nebbia dipinta è simile allo spazio della tela lasciata libera dal colore.
La differenza è che dietro la nebbia che viviamo in natura s'intuisce la presenza della vita e del mondo, della, è questa la sensazione cha va trasmessa.
Mentre lo spazio lasciato libero sulla tela è un vuoto complementare allo spazio colorato, è pieno di emozioni e significati che ognuno di noi raccoglie in base alla propria sensibilità.

novembre 2011
Il Pizzo Ragno visto da Coimo si presenta accattivante durante il mattino, misterioso nel pomeriggio.
In un soggetto accattivante i microspazi sono in contrastato movimento, trasmettono un’emozione vibrata.
In un soggetto misterioso, anche se composto di di macrospazi contrastanti, tutto è nella quiete, si intuisce e vede il silenzio, la visione trasmette un’emozione spirituale.

dicembre 2011
Le verità nascoste in un dipinto di un bravo pittore non sono da ricercare in ciò che si vede ma in ciò che s'intuisce.
L’anima di un Artista è già presente nel suo primo dipinto, in parte celata e non riconosciuta. Al termine e durante il lungo percorso che l’attende, la conoscenza che sarà acquisita lo riporterà alle sue iniziali emozioni e ad accettare con consapevolezza il proprio mondo sognato senza più ricusarlo.


Forme e spazi colorati sono energia libera e vitale.
A volte, usando impropriamente il segno per racchiudere una forma o spazio si rischia di comprimere e bloccare l’energia della forma o spazio stesso.
L’energia compressa o bloccata è solitamente evidenziata dal segno.

gennaio 2012
La non materia ti accoglie. La materia ti respinge.
La mia attuale pittura è vicina al concetto  tradizionale?, Cosa distingue il mio attuale prodotto dal paesaggio descrittivo, dove si coglie la differenza?
La differenza è nella tecnica? Nella mancanza del dettaglio? Nel non descrivere la materia della forma-oggetto da cui prendo spunto? Nell’utilizzare solo spazi e forme colorate?

L’oggetto-soggetto può essere raccontato utilizzando solo forme e spazi anche privi di  dettaglio.
È bene, con l’eliminazione dei dettagli e spazi ritenuti inutili, tradurre l’oggetto-soggetto in una sintesi alla massima potenza, in modo che solo 1/4 del racconto sia descritto, tutto il resto intuito.
Diventa così un insieme di forme e spazi colorati, forme non racchiuse da un segno ma molto vicine ad un concetto di spazio; la distinzione delle forme tra loro sarà rilevata  dalla differenza di tono.  Le forme restano tra loro distinte, mentre gli spazi tra loro si avvicinano compenetrandosi.

Con più descrivi la materia con più ne sei respinto ed il tuo spirito ne resta al di fuori.
Con meno si descrive l’oggetto-soggetto con più ci si  avvicina alla non materia, il tuo spirito ne fa parte,  tu stesso fai parte del quadro ed entri in un sogno.

gennaio 2012
Il vento scivola sulle energie vitali ma compatte (rocce, pascoli, prati…) accarezzandone la superficie.
Mentre le energie vitali, proiettate nello spazio (alberi, arbusti, fiori, capelli…), sono attraversate dal vento che le scompiglia.

aprile 2012
Il desiderio inconscio del pittore di forma, equilibrato e concettuale, è potersi esprimere in libertà con un segno ribelle,liberandosi dal concetto di forma.

Il desiderio inconscio del pittore di spazio, colorista ed espressionista nell’animo, è potersi esprimere con eleganza di forma con un segno equilibrato e armonico.

maggio 2012
L’importanza del "non-soggetto".
Da nulla di definito si può realizzare e rendere visibile l’invisibile.
Da qualcosa non resta che interpretare o copiare ciò che si vede.
Un artista pittore può dipingere anche prendendo spunto da un non-soggetto, chi si limita a fare il pittore, no!

Un artista come Micab che identifica il "Sublime e Supremo, Fonte di Vita", nel colore e nella luce, può realizzare un’opera giocando principalmente con i colori della natura.
Io sottoscritto che identifico il "Sublime e Supremo, Fonte di Vita",  nelle forme e nella luce, posso realizzare un’opera giocando con le forme della natura in equilibrio e armonia tra loro.



giugno 2012
Ogni oggetto è forma, ogni forma è vibrazione, ogni vibrazione è suono. Ogni suono è colore.
L’insieme di singoli oggetti con le stesse caratteristiche, crea una nuova forma composta da molti singoli (bosco in montagna, filari d’alberi, scogli al mare, gruppi di case).
L’essenza della forma è lo specchio dell’anima dell’oggetto, la sua spiritualità, la sua energia nascosta, ciò che s’intuisce, la sua nudità, il suo silenzio, la sua attesa (la metafisica in pittura). Mentre I particolari che la descrivono sono l’abito che evidenzia la sua vitalità, il suo movimento, la vita, il colore, l’esplosione di energia evidente (l’espressionismo in pittura).

mercoledì 11 luglio 2012
Monte Moro, tra terra e cielo, anticamera del Paradiso.
Per un pittore metafisico, Dio è Espressionista.
Per un pittore espressionista, Dio è Metafisico.


La Forma è l’aspetto, la figura, l’apparenza di una cosa.
Lo Spazio è un’espansione non determinata e non circoscritta.

settembre 2012
Come classificare un Pittore Artista da un Pittore decoratore.
Il Pittore-Artista trova, portato liberamente dal suo sentire, forme e spazi colorati che rendono visibile un sogno unico. Il dipinto non ha prezzo, la quotazione è libera, per l’artista il valore va da zero all’infinito. La sua opera è un momento di vita, stimolo alle sensazioni, pane per lo spirito.

Mentre l’opera di un pittore decoratore è visivamente decorativa, piacevole e utile per l’arredamento. Il suo impegno è cercare dei soggetti adatti per accontentare un pubblico che segue le esigenze estetiche del momento, molte volte imposte dal mercato. La quotazione del prodotto che ne deriva da tale scelta è data dalle ore impiegate dal “pittore”, la ricompensa di un buon artigiano più il materiale impiegato.

settembre 2012
Staticità e Movimento.
La staticità, è silenzio, il silenzio è spirito. (La staticità In arte è identificata nella Metafisica)
Il movimento è azione, l’azione è vitalità. (Il movimento in arte è identificata nell’Espressionismo)

La luce diffusa è spazio ideale per lo spirito, mentre i salti di tono in forte contrasto allontanano dalla non materia e avvicinano al movimento.

Silenzio, lattesa, non tempo. (la mia ricerca)
Staticità, equilibrio, oltre la materia.  L’assenza di materia porta negli spazi dell’anima, all’emozione metafisica, alla sensazione di spazio infinito. Energia unica in forme diverse.
Ritmo, movimento, colore. (la ricerca di Orne)
I colori della vita vissuta in una realtà fantastica. Completezza di vibrazioni, energia unica in spazi colorati diversi. Voglia di vivere.

gennaio 2013
Dove attingere per l’esecuzione di un’opera:
Nelle forme prodotte dall’uomo: costruzioni architettoniche, manufatti, oggetti comuni, … è un’energia compressa.
Nelle forme Divine o della natura: l’uomo, gli animali, i prodotti della natura, la vegetazione e tutto ciò che ci circonda e che ci avvolge.
Ogni forma una vibrazione, ogni vibrazione un colore… è un’energia libera e vitale.
La scelta del mezzo:
Usando materiali naturali o materiali artificiali.
Fusaggine, graffite, terre, matite colorate, pastelli a olio e a cera, inchiostri, acquerelli, colori a olio, colori ai silicati, colori acrilici e altro ancora.
Anche in ogni materiale e colore è presente una propria vibrazione ed energia.
L’esecuzione:
In primis deve essere presente il desiderio d’esprimersi.
Occorre un’attenta scelta degli spazi e delle forme da disporre in armonia, dandogli una visione  come racconto o come non soggetto o come racconto in spazio complementare astratto.
Iniziare il dipinto lasciando libertà alla propria grafia del momento, che si può esprimere con una pennellata liscia e statica, mossa e vibrata o con un segno colorato, facendosi  trasportare dalla propria sensibilità e dal proprio ritmo interiore.
Terminata la prima e seconda fase del dipinto, se ti assale il dubbio riferito al giusto equilibrio delle forme o spazi, ci si può avvalere dell’aiuto della sezione aurea.
Tutte le forme che ci circondano sono a nostra disposizione, nessuna esclusa, e tutte possono convivere sulla stessa superficie con gli spazi che le avvolgono purché non limitino il sogno e la fantasia di chi dipinge e di chi in futuro le osserverà.

Pittura astratta, pittura figurativa: i due estremi s'incontrano e possono convivere.

agosto 2013
Continue domande ti si presentano.
Chi fa il Pittore comunica mentre chi è Pittore condivide?
Al di fuori del Closlieu il bimbo disegna per condividere?
Van Gogh ha dipinto per comunicare o per condividere?
La descrizione è comunicazione?
L’astrazione è condivisione?

ottobre 2013
Cos’è che spinge un pittore a spostarsi dal paese in cui abita alla ricerca di un soggetto?
Il desiderio di trovare un nuovo soggetto o per essere a contatto con una diversa realtà?
In ogni ambiente e situazione, ritroviamo una diversa e specifica energia, sia per la posizione geografica in cui si trova, sia per le persone che vi abitano.
Effettivamente pensiamo di spostarci alla ricerca di un nuovo soggetto ricercando la differenza delle forme e dei colori e non ci accorgiamo che la nostra principale ricerca è nel desiderio d’incontrare emozioni diverse che solo l’ambiente che ti circonda può dare. Non si può pensare che se t'innamori di una persona è solamente per  la sua apparenza… non è amore.
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gennaio 2014
Il soggetto e il protagonista.
Eseguire un dipinto è voler rendere visibile una descrizione  o un racconto, con l’ausilio di  un soggetto o di un non-soggetto.  Il dipinto che ne nasce, evidenzia un protagonista.
I protagonisti possono essere personaggi, animali, il paesaggio, uno o più oggetti e altro ancora. Questi protagonisti  il più delle volte sono molto vicini alla descrizione ed a una interpretazione poetica.
Altri protagonisti sono la luce, lo spazio, la forma, il silenzio, il movimento, il mistero e altri ancora, molto più vicini all’emozione.
Nello stesso dipinto possono essere presenti diversi protagonisti.
La ricerca del protagonista nell’osservare un dipinto stimola un maggior interesse per l’opera osservata anche in rapporto alla ricerca dell’artista, sia nel suo percorso parziale che globale..

marzo 2014
Con la parola “silenzio” si possono pensare i vari aspetti di questa situazione, attesa, non tempo, meditazione, mistero, angoscia, paura, solitudine, buio, abbandono, ed altro ancora. Nella descrizione del silenzio può prevalere la luce o la non luce, suscitando emozioni diverse.
Con la parola “movimento e contrasto” si possono pensare i vari aspetti di questa situazione, colore, emozione, velocità, contraddizione, ribellione ed altro ancora.  Anche in questo caso nella descrizione può prevalere la luce o la non luce, suscitando emozioni diverse.

maggio.2014
Considerazioni stimolate da un dipinto di Ornella. (Varzo - fraz. La Porta)
In un dipinto tutto è importante in un equilibrio e coerenza costante. Il colore (caldo, freddo, contrastato o soffuso). L’armonia, l’ordine o il disordine, il movimento o la staticità il silenzio o la ribellione. La Sintesi.
Il dipinto ricorda un’isola di case o personaggi in uno spazio di montagne. Un soggetto in controluce. Solo in una situazione di controluce la differenza di energia che esprime l’oggetto (libera-naturale o compressa-artificiale) viene annullata. Solo pochi artisti pittori sanno affrontare in natura un soggetto in controluce, in cui sono annullati i dettagli ed è messa in evidenza la sintesi ed il contrasto del soggetto scelto. La situazione ti allontana dalla sicurezza data dal visto e ti mette a confronto con un’emozione difficile da raccontare.



Il 13 dicembe 2014
è nato in Ossola il

Movimento Artistico  “Neosintetismo pittorico”.

Movimento ideato e fondato da Alessandro Giozza – pittore neosintetistak.
Con la collaborazione e condivisione di Ornella Pelfini - pittrice neosintetista.

“La Visione per un Pittore Neosintetista".
Tutto è luce, spazio, colore e trasparenza, ed è dal macrospazio che ci viene immediatamente l'emozione, prima ancora che dai particolari che a livello microspaziale lo compongono.

“La Percezione”.
La percezione del macrospazio tuttavia annulla sempre più la forma, permettendo l'intuizione dell'essenza, il suono interiore degli enti.

“L’Esecuzione”.
Ogni forma, spazio e forma-oggetto possono essere interpretati o descritti nella massima sintesi, senza che vada perso il loro contenuto essenziale.

“Il Risultato".
Andare oltre il soggetto comunemente inteso, per lasciar intuire il mondo sognato oltre il confine dettato dal suo limite.

© Alessandro Giozza
Tutti i diritti sono Riservati

Aggiornato il 28.12.2014
>>>>>>>>> continua
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